WIKILEAKS ALL’ATTACCO DELL’AFGHANISTAN … E DEI BAVAGLI CENSORII _ “La verità vi renderà liberi” [Giovanni 8, 32]
addvaslavros | 27 Luglio 2010
L’articolo DEMOCRAZIA E INFORMAZIONE _ WIKILEAKS _ “La verità vi renderà liberi” [Giovanni 8, 32] è stato pubblicato su questo sito il 9 Giugno 2010, circa un mese e mezzo prima che WikiLeaks scuotesse l’opinione pubblica, vertici politico-militari e le coscienze del mondo con la rivelazione e pubblicazione dei 90.000 documenti segreti che fanno esplodere riprovazione e dissensi sulla “missione di pace” in Afghanistan.
L’orgoglio che WebArgentarivs_IT abbia in certo modo intuito così presto il potenziale del servizio dato da WikiLeaks c’è; è stata gratificante per noi quest’intuizione su cosa si potevano “accendere i riflettori” del giornalismo internazionale. Ma sarebbe meschino, e forse un tantino narcisista, evidenziare solo questo aspetto.
A WikiLeaks l’onore, purtroppo assieme all’onere e al rischio cui si è esposta, di questa massa documentale su cui si rischia grosso, forse anche la vita, senza contare che tutto avviene per merito di un giovane militare che sta pagando col carcere.
Ma ciò comprova quello che in molti, senza riscontri certi, denunciano da tempo: in Afghanistan, non c’è una guerra “per la democrazia” o “contro il terrorismo”, ma c’è guerra sporca, il turpe macello di giovani soldati e civili inermi, il cinismo sanguinario di strategie inconfessabili; ma soprattutto c’è disinformazione, mistificazione e censura dei media. L’Afghanistan è la solita oscura tragedia del potere, il frutto malefico di strategie inconfessabili e di conflitti senza fronti certi, nè nemici schierati e in divisa. Una storia già vista in Irak, nel Golfo, a Gaza, o in Vietnam e (tuttora?) tra le due Coree. Significativo su questo quanto dichiarato da Julian Assange, il fondatore di WikiLeaks, in merito ai report segreti dell’Afghanistan:
“È compito del buon giornalismo parlare degli abusi di potere, e quando gli abusi di potere sono messi in luce c’è sempre una reazione contraria … potrebbero esserci prove di crimini di guerra. Starà a un tribunale decidere se qualcosa è un crimine … nel materiale sembrano esserci prove di crimini di guerra“.
Questa verità, già dissimulata da governi in malafede e media manovrati, e oggi rivelata e documentata da WikiLeaks, si traduce in una dura lezione anche per chi, qui in Italia, sta esponendo a rischi letali centinaia di vite con il massiccio spiegamento militare italiano. Uno smacco per chi sta abusando di cariche istituzionali, millanta impegni internazionali mai esplicitati, neppure in Parlamento, in fregio (l’ennesimo) ai principi fondanti della Carta Costituzionale: “L’Italia ripudia la guerra come … offesa alla libertà degli altri popli … e come risoluzione delle controversie internazionali” (art. 11 Cost.).
La verità di WikiLeaks è una lezione di democrazia dell’informazione, un vento potente di libera verità proclamata ai popoli che colpisce come schiaffo infamante, e copre di ridicolo, chi continua a mentire sapendo di mentire. E che, non contento di ciò, vuole anche leggi bavaglio, lacciuoli e sbarramenti contro la libertà, l’informazione (scritta, in video e on-line), la giustizia.
WikiLeaks è un archetipo di ciò che può fare l’informazione libera in una vera democrazia. Il contrappeso dei poteri che si arrogano il diritto macchiavellico del “fine che giustifica i mezzi”, l’arbitrio che rifugge da ogni regola etica, giuridica e democratica, e che rifiuta ogni controllo sia dell’opinione pubblica che dell’elettorato.
Forza WikiLeaks ___”La verità vi renderà liberi” [Giovanni 8, 32]


Ma senza evocare simili scenari da dramma informatico, c’è la possibilità con appositi supporti software/hardware di recuperare i vostri dati, in molti casi il problema è di origine software o di sistema.





