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CORTEX-A9. L’escalation competitiva di ARM

addvaslavros | 22 Ottobre 2009

Libera traduzione dell’ articolo “ARM’s Race Escalates with Cortex-A9“ , di Jim Turley, in Embedded Technology Journal, 22.9.2009. Turtley (V. profilo su Linkedin ) è un’analista che è un’autorità riconosciuta sui chip a microprocessore, la tecnologia dei semiconduttori, e sistemi embedded. In un precedente post abbiamo accennato a nuove alleanze industriali e sinergie che puntano sulle enormi potenzialità del processore ARM . Su questo Turtley ci da un responso autorevole, senza mezze misure, sul futuro dei pc: è in atto uno scontro globale, Intel/Windows Vs. ARM/Linux. Ci potrebbe essere un cambiamento epocale, o un nulla di fatto …

Nel settore militare, l’Osprey è un velivolo che decolla e atterra verticalmente come un elicottero. L’Osprey ruota le ali di 90 gradi, le eliche lo sollevano, le ali rotanti permettono il volo convenzionale. Geniale soluzione ingegneristica, ma un po ‘goffo a vedersi. Nel meno rischioso ma ugualmente competitivo mondo dei processori, anche ARM ha ha progettato un suo proprio Osprey, in questo caso chiamato ARM Cortex-A9. Il nuovo A9 svilupperà un velocità di clock di 2 GHz, velocità che è veramente inaudita per un nucleo ARM. Il precedente processore A8 è a malapena in grado di girare a 1 GHz, per giunta con qualche gioco di prestigio del silicio. A 2 GHz, il nuovo A9 diventa l’arma più potente dei produttori dell’ARM.
Come ha fatto ARM a raggiungere tali prestazioni? Si potrebbe dire che è stato una correzione del carente A8, ma sarebbe ingeneroso. Un’analisi più benevola mostra che A9 ha effettivamente una “pipeline” più breve dell’A8, di solito l’antitesi di alta efficienza e velocità. Ma il set di istruzioni di A8 operava in modo volutamente rallentato per permettere l’attuazione di operazioni specifiche. E’ anche normale che ci sia voluto un certo tempo per sviluppare il primo nucleo di processore superscalare mai realizzato in ARM . Ora che la società e i suoi licenziatari hanno l’esperienza di questo nucleo ARM superscalare, potrebbero mettere a punto i path logici, crearsi un certo margine, aggiornare il core, e proseguire nello sviluppo di versioni più veloci e potenti.
I miglioramenti includono una migliore unità di calcolo in virgola mobile. L’A8 era a nucleo singolo, mentre A9 può avere due, o quattro nuclei, a seconda delle opzioni dei produttori. L’azienda prevede che alcuni sub-produttori mantengano ancora la licenza A8 invece della A9, considerando il divario di costi che c’è tra i due processori.
ARM infatti, per lunga tradizione, progetta e poi affida a terzi licenziatari la totalità della produzione. Nell’elenco dei sub-produttori su licenza ci sono i soliti “sospetti”: Texas Instruments, Ericsson, nVidia, NXP, Toshiba, e un nutrito gruppo di clienti anonimi.
L’A9 viene fornito assieme a coprocessori di accelerazione: Jazelle per Java, TrustZone per operazioni di sicurezza, Neon per la grafica. Questi acceleratori sono sempre parte integrante del nucleo del microprocessore e non possono essere rimossi per risparmiare spazio o potenza. Non servirebbe, essi rappresentano solo una minima frazione della dotazione e consumano poca energia.
A9 potrà eseguire calcoli complessi senza alcun problema essendo realizzato con circuitazione da a 45 nm (45 nanometri) ottimizzata per l’efficienza di consumo energetico.
Per un confronto, un processore di tipo x86, come l‘Intel Atom N270 offre circa 2.000 Dhrystone MIPS a 1,6 GHz, misterioso parametro per cui ARM può vantare qualcosa come 5X di prestazioni (il quintuplo !), con una frequenza del 25% più veloce di clock. Un dato di importanza cruciale in dispositivi che devono offrire buone prestazione a costi bassissimi come i computer netbook. Ed è un dato di fatto che con l’A9 tutta questa potenza computazionale si ottiene consumando pochissima energia: 2 Watt appena.
Utilizzando per accertare le prestazioni l’affidabile EEMBC test CoreMark, l’A9 ha circa un vantaggio 2x su Atom N270. In altre parole, offre le stesse prestazioni circa alla metà della velocità di clock. E un quinto del consumo elettrico. Non è un cattivo compromesso, finché non hai bisogno di compatibilità x86.
Quest’ultimo aspetto evidenzia la peggiore frustrazione del lavoro svolto dai progettisti di questo microprocessore. Non importa quanto veloce, efficiente, potente possa essere la tua CPU è, ciò non la fa sfuggire all’inerzia umana. La compatibilità è una forza potente dell’universo, e nessun progresso ingegneristico la può superare. I computer della tipologia netbook, nettop, mini-pc, e gli smartbook possono essere una seconda possibilità per i processori che come ARM potrebbero superare la posizione dominante e oligopolistica di Intel nel mercato informatico. Invece, anche questa tipologia di pc è tuttora un’altra nuova nicchia per la vecchia architetture x86, che continua a dominare con l’onnipresente ATOM, anche se è molto meno redditizia. Si “scopre” che la gente vuole computer che si comportano come PC Windows, e non piccoli notebook Linux a 350 dollari. Quindi, è questo totem della compatibilità X86/Windows la peggiore minaccia del binomio ARM/Linux .
Sul fronte hardware, ARM ha quasi tutto ciò che il MIPS, PowerPC e x86 venditori offrono. Sul lato software, la storia ARM va di bene in meglio. E’ di fatto l’architettura unica per il wireless e i cellulari, grazie ad alcuni successi di progettazione con i primi telefoni cellulari europei. Ciò che il primo Personal Computer IBM Modello 5.150 è stato per il destino di Intel, per i primi telefoni cellulari è stato ARM. La legione di licenziatari ARM ha prodotto più processori a 32 bit di chiunque altro. Solo lo scorso anno, 4 miliardi di nuovi chip basati ARM piazzati sul mercato.
ARM col suo Cortex-A9, ponendosi come minaccia alla potenza di Intel e dei suoi processori X86, non può sottrarsi al destino di tutte le produzioni di assoluta eccellenza tecnologica, non può evitare un verdetto senza appello: le decisioni solitamente irrazionali e disinformate del mercato. Per il momento, ARM e Intel x86 dominano gran parte del paesaggio delle piattaforme informatiche, mentre alle altre architetture restano soltanto piccole nicchie.
Con il suo Cortex-A9, ARM appare pronta a proseguire il suo decollo verticale.

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Introduzione agli Smartbook ARM _ Dopo Chrome OS spunta JolyCloud OS

addvaslavros | 17 Luglio 2009
Qualcomm per pubblicizzare le potenzialità degli smartbook, ha caricato su YouTube questo video che racchiude in due minuti tutti i concetti chiave degli smartbook basati su piattaforma Snapdragon: “Always connected”, “Instant On”, “3D Graphics”, “Always On”, “Built-in GPS”, “Intuitive Interface”, “Full Web Browsing”,”Easy to Share”, “All-Day Battery Life” e “Rich Multimedia”.

Qualcomm e Freescale hanno così iniziato a promuovere una nuova classe di dispositivi, denominata “Smartbook“, ideata per colmare il gap che separa il mercato smartphone da quello netbook. Le piattaforme Qualcomm Snapdragon e Freescale fanno uso di microprocessori ARM a basso consumo; in particolare Freescale Semiconductors può contare su un design CPU appositamente progettato per la sua piattaforma, conosciuto con il nome di “i.MX515“.
Questa nuova definizione categoriale di mini-PC, appellata pubblicamente per la prima volta lo scorso novembre nel discorso di un manager della Western Digital, definisce lo smartbook come dispositivo di elaborazione che avrà dimensioni simili o di poco inferiori a quelle di un netbook, dotato di funzionalità simili a quelle di uno smartphone.
Per Glen Burchers, direttore marketing di Freescale Semiconductor, l’efficenza di queste funzionalità permetterà la durata della batteria per un’intera giornata, l’accensione istantanea e la connettività persistente. Infine, cosa più importante, il prezzo sarà significativamente più basso rispetto agli odierni netbook: “Ci aspettiamo entro la fine dell’anno dispositivi da 199 dollari con schermi da 8 o 9 pollici, Wi-Fi, tastiera di piene dimensioni, batteria della durata di otto ore, 512 MB di RAM e da 4 a 8 GB di storage allo stato solido”, afferma Burchers. In confronto, i più economici netbook basati su Atom di Intel, come il nuovissimo Mini-110 di HP, hanno un prezzo di listino che valica sempre più spesso il muro dei 300 dollari.
Le differenze di efficienza e costo degli smartbook derivano dal fatto che le specifiche tecniche fanno leva sui processori ARM e su sistemi operativi Linux. Conseguenza di ciò è che sul fronte dei sistema operativi per netbook è sempre guerra aperta, tra Microsoft Windows 7, Moblin, Google Android e Chrome OS si inserisce un’altro competitor: JoliCloud OS, di ascendenza Debian-Ubuntu, progettato per esaltare le opportunità offerte dal cloud computing.
Il cuore di JolyCloud è una Web application, My Jolicloud, che permette di accedere in modo sinottico a servizi online, applicazioni locali per Linux o per Windows, usare un sistema di social networking integrato, accedere a proprie configurazioni e contatti da qualsiasi computer, il tutto senza che l’utente noti la differenza. Ma questa è un’altra storia …
Intanto possiamo tranquillamente affermare che la nuova generazione di mini-PC, classe smartbook, con processore ARM e sistema Linux è iniziata.

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FINE DEL DOMINIO INTEL E MICROSOFT. PER NETBOOK E MINI-PC NUOVI PROCESSORI ARM, MIPS E SISTEMI OPEN SOURCE

addvaslavros | 10 Giugno 2009
Le strategie di Asus, Dell, HP, Acer, Canonical, Google e Free Software Foundation nel settore dei mini-PC ultraeconomici porteranno entro il 2010 a nuove piattaforme open source per netbook e mini-PC con prezzi attorno a 250 $. E’ quanto si è visto a Taipei, dove si è tenuto il Computex 2009. In quella sede, esponenti di vertice di ARM (Texas Instruments), Asus e Google si sono incontrati il 1° giugno 2009. Il calibro delle aziende e l’alto livello degli esponenti presenti a quel tavolo conferma ulterioremente che è in atto un attacco in forze su un’enorme filiera di “mercati target” in cui non ci sono solo i mini-PC come netbook e nettop. La posta in gioco è ben più alta: le televisioni digitali, dispositivi per streaming video e audio, set-top boxes, Wi-Fi, DVD recorder e ad alta definizione, applicazioni VoIP. La solitudine di Atom è minacciata da ARM e MIPS, processori che a costi e consumi ridottissimi promettono tanta potenza.

Ma in lotta fra loro ci sono anche Canonical e Google con i loro sistemi operativi UNIX-Linux: Ubuntu contro Android. La svolta dell’informatica libera e l’estendersi del modello economico open source sta per diventare un fenomeno di massa? C’è infatti da registrare che anche la Free Software Foundation è di fatto scesa in campo, e che alcuni produttori stanno uscendo con dispositivi “embedded” totalmente open source, schede madri e bios compresi ! E’ questo il caso dei mini-pc con processore ARM - Texas Instruments come il netbook Freescale, nell’immagine sopra (un innovativo mix fra netbook, tablet pc e touchscreen integrale) e della Beagle Board, minuscola scheda madre all in one in grado di ridicolizzare l’Intel Atom quanto a potenza, costi e consumi elettrici (150 Euro - 2 W) _   [  LEGGI TUTTO >> ]

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ACCESSO REMOTO CONTESTUALE DI DUE O PIÙ UTENTI IN XP _ Strategie di riuso dei pc

addvaslavros | 11 Marzo 2009

Problema: mio figlio Lorenzo di 16 anni ha un computer potente e con due dischi fissi (uno per il sistema e l’altro per lo storage dei dati); tra poco anche la sorella Irene di 12 anni vorrà il suo computer. Considerato il mio (intoccabile!) notebook Acer, dovrò portare a 3 il “parco macchine” di casa mia ?

Risposta: no, con la tecnologia Concurrent Remote Desktop Sessions e un thin client collegato in rete LAN ai miei due ragazzi bastera un solo pc con accesso contestuale multiplo … [ leggi tutto >> ]


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iTALC _ PER LA RETE DIDATTICA DEFINITIVA … E NON SOLO

addvaslavros | 11 Gennaio 2009

Nell’impostare un ciclo didattico o un corso di formazione in un’aula informatica, il docente si trova sempre ad affrontare una serie di problemi che incidono direttamente sull’efficacia della sua prestazione professionale, anche in modo grave:
- mantenere alto il livello di attenzione degli studenti
- visione della proiezione poco nitida e brillante
- elevata distanza delle postazioni più lontane e angolo di visione non sempre buono
- controllo di quanto svolgono gli studenti o discenti.
Per risolvere o ridurre questi problemi è essenziale fare una scelta tecnica molto impegnativa: il totale controllo di una rete di computer. Solo così è possibile dare ad ogni partecipante del corso un’esperienza viva della lezione e ottenere un reale progresso cognitivo. Ma è una scelta tecnicamente difficile perchè si tratta di realizzare una vera rete informatica capace di interazioni molto complesse su numerose postazioni. Inoltre, sia nelle scuole che per la formazione aziendale, i costi per l’acquisto o l’aggiornamento dell’hardware e del software sono elevati. Quindi è frequentissimo avere a che fare con una rete che è fatta di macchine diverse, con vari sistemi operativi, più o meno obsolete se non inutilizzabili.
Per tutti questi problemi c’è iTALC, acronimo di Intelligent Teaching And Learning with Computers . Un software per la gestione di aule didattiche che permette a docenti e a formatori di interagire con i discenti a livello individuale, di gruppo o di intera aula. E’ il primo programma di rete didattica Open Source per GNU/Linux, ed è multipiattaforma, per l’uso di strumenti didattici liberi per la formazione in ambienti Linux, Windows e misti.

Considerando che iTALC può fare tutto ciò anche con pc client dotati di Pentium Pro e 64 MB di RAM , si comprende quali siano le potenzialità di questo software in termini di riuso e compatibilità. E’ riduttivo confinarlo nel solo ambito scolastico perchè ha tutte le carte in regola per primeggiare anche nella formazione aziendale e nell’assistenza tecnica delle reti informatiche. Al Linux Day 2008 di Perugia, il docente Danilo Mariotti nel suo talk “LTSP e ITALC a scuola” ha ben illustrato come realizzare una rete didattica LTSP, con pc obsoleti in funzione di thin client, e le funzionalita’ di ITALC nel laboratorio didattico. [  LEGGI APPROFONDIMENTO >> ]


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NAS : STOCCAGGIO FILE E AGGREGAZIONE DI MEMORIA IN RETE

addvaslavros | 30 Settembre 2008

Il riuso e il prolungamento della vita operativa dei pc è una delle categorie di questo blog. I computer spesso diventano “obsoleti” non per reali carenze tecniche, ma per politiche di marketing e fatturato dei produttori. Prolungarne l’uso non è pedestre taccagneria, nè senile “modernariato” ma, come in altri campi della vita e dell’economia, un modo di porre freno alla “civiltà” dell’usa e getta che genera micidiali rischi per l’ambiente e la salute umana. La portata planetaria del problema emerge chiara con una semplice ricerca su Google sull’ “e-waste“, termine tecnico che designa i rifiuti elettronici.
Una delle migliori tecniche di riuso dei pc anziani è la loro conversione in NAS, macchine dedicate allo “storage” ed ai servizi di rete. Questo riciclo permette a pc di bassa tecnologia, anche degli anni ‘90, di convertirsi in server per lo stoccaggio e la condivisione di dati in rete Lan - 10/100 o anche in server di stampa.
In questo post introduciamo la migliore applicazione di questa categoria, NASLite che, per la “principesca” somma di 29,95 Dollari, e in cambio di requisiti hardware veramente esigui (Pentium 200 MHz e 64M di RAM) appresta un file server capace di pilotare lo stoccaggio centralizzato e una veloce condivisione in rete di dischi da 640 GB e oltre.  [ LEGGI TUTTO >> ]

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E-WASTE VS INFORMATICA RESPONSABILE

argentarius | 21 Marzo 2008
Il computer anti e-waste sulle riviste dell’IT.
Rete domestica fotovoltaica.


E’ da Novembre 2007 che l’Osservatorio di BonvsArgentarivs insiste su un argomento: “IL COMPUTER ANTI E-WASTE CHE DURA OLTRE 10 ANNI” (1). A quanto pare ciò è di forte attualità nell’editoria di settore.
Fa piacere constatare che eravamo “sul pezzo”. I temi del riuso ecologico, del prolungamento della vita dei computer, dell’informatica responsabile aliena dall’usa e getta, che ci erano stati ispirati dalla Direttiva RAEE sull’eliminazione degli apparecchi elettronici, ormai sono agli onori della stampa specializzata. E’ il caso della rivista Linux Pro che nel numero di Marzo 2008 esce con la copertina che vedete e dedica all’argomento alcune illuminanti pagine. Anche CHIP, storico magazine da vent’anni nelle edicole, questo mese pubblica un’estesa rassegna di sistemi Linux con bassi requisiti hardware - tra cui Damn Small Linux di cui parlavamo nell’Osservatorio 11_2007 - che si legge nell’articolo “Piccolo, grande Linux“. E anche il server domestico - trattato nel nostro Osservatorio 12_2007 - per il quale “anche un Pc datato o configurato in modo essenziale può essere usato” era nel Focus “Il PC ideale” dell’autorevole PC Magazine di Dicembre 2007, a pag. 51.Tanto per cercare di mantenere un certo vantaggio sulla migliore editoria dell’IT noi ci spostiamo ancora più in la’ sul tema dell’informatica compatibile ed eco-responsabile. Dopo aver visto, anche sulle riviste di informatica, come prolungare la vita dei computer, ora ci interessa aprire una nuova frontiera che sembra “futuribile”, ma che in realtà è già alla portata di tutti: l’informatica basata sull’energia solare, per avere una rete di 1 server e 2 computer rigenerati con un costo reale inferiore a 600 Euro.

Progetto: Rete domestica composta da un server centrale e 2 computer/thin client (anche derivati dal recupero e riuso) connessa a cellulari Bluetooth, alimentata con un impianto fotovoltaico da 500 Watt .

Come si vedrà, il costo dell’intera rete, nella configurazione più onerosa non supera i 1.500 Euro adottando un server, un Dell dotato di 1,5 Gb di ram e 1 computer rigenerato. Il costo è però un investimento destinato al parziale rientro perchè anno per anno i 460 Euro del kit fotovoltaico vengono compensati dalla tariffa elettrica risparmiata e dagli incentivi delle disposizioni statali sulle energie rinnovabili nella Finanziaria 2008, con un rapido ammortamento della spesa. Quindi il costo reale della rete informatica ad energia solare oscilla da 877 a 993 Euro (sempre con Dell dotato di 1,5 Gb di ram). Ma il vantaggio massimo c’è usando 2 vecchi notebook come “thin client” (terminali “stupidi”) del server: in tal caso il costo scende e corrisponde a quello del solo server: 559 Euro. Il Kit fotovoltaico è volutamente surdimensionato per sostenere il carico di periferiche (stampanti, monitor, dischi storage, ecc..) e l’espansione con altri 2 notebook. Con questa configurazione server + 2 pc connessi il consumo di energia non supera i 160 W .

Iniziamo elencando qui di seguito la dotazione della rete, e poi proseguiremo in futuro con altri approfondimenti.
  • Kit fotovoltaico da 500 W - costo 460 Euro + spese spedizione - Vedi qui offerta su e-Bay
  • Server Koala - Koala mini Server rackmount con Debian linux preinstallato, per LAN 10/100 di max 4 client

    Potenza max 25 W - 559 Euro

    http://www.koala.it/it/miniserver.htm


  • Mini computer/notebook idonei per rete domestica fotovoltaica

ZONBU Notebook con Gentoo Linux - http://notebookitalia.it/zonbu-notebook-con-gentoo-linux-1747.html
Potenza max 15 W
- vedi pagina sito zonbu - 479 Dollari / 318 Euro (MIGLIORE RAPPORTO PREZZO/PRESTAZIONI)

ALEUTIA
con Puppy Linux preinstallata - http://www.ossblog.it/post/3523/aleutia-e1-un-minipc-con-puppy-linux-preinstallata
Potenza max 8 W - Sterline 279 / 368 Euro con kit tastiera Monitor (kit fotovoltaico a parte)DELL Inspiron 1525 con Ubuntu Linux preinstallato - http://notebookitalia.it/dell-inspiron-1525-con-ubuntu-linux.html
Potenza max 65 W
- Sterline 298,99 / 395,09 Euro (512 mB ram) - 328,99 / Euro 434,77 (modificato con 1,5 GB ram)

  • Connettività cellulari Bluetooth


BlueMan
- browser GNOME per scambio file PC/cellulare
http://linuxbeginner-ri.blogspot.com/2007/10/bluetooth-su-ubuntucon-blueman-tutto-pi_25.html
AnyRemote - controllo remoto dei pc Linux con cellulari Bluetooth (v. qui approfondimento )
http://www.tuxmind.altervista.org/?p=506
—————————————————————————————(1) I precedenti articoli su “Il computer anti e-waste che dura oltre dieci anni” sono qui: Nov. 2007, Dic.2007, Gen. 2008



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