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PLUG COMPUTERS _ the only limit is your immagination !

addvaslavros | 26 Maggio 2010

C’è un progetto aperto di software, in pratica un web server, che si sta sviluppando sull’onda di un motto alquanto significativo:” the only limit is your imagination“. Il suo nome è Tonido APPS [ v. qui articolo precedente, comune con Opera Unite > ] una suite di applicazioni di rete “cloud computing”, dove la “nuvola” è il web, il non-luogo on-line-on-air dove sempre più utenti potranno pubblicare, distribuire e condividere i dati presenti sui dischi fissi dei loro computer.
Ma Tonido è anche un server fisico, un NAS - uno dei Network Attached Storage, i dispositivi dedicati alle memorie di massa accessibili in rete - che prende il nome di Tonido PLUG. Come tutti i server, deve restare sempre attivo, quindi ha un consumo elettrico contenuto in soli 5 Watt. Il Tonido PLUG però ha potenzialità incredibili per un oggetto grande come un alimentatore elettrico, e può essere considerato un computer miniaturizzato perchè con varie fogge e denominazioni, si colloca sotto un’unica matrice tecnica, il “ceppo di famiglia” dei nuovi PLUG COMPUTER [ qui sito ufficiale > ]  tutti affratellati dal ritmo di clock di un unico cuoricino pulsante:
- Marvell Sheeva 88F6281 > RISC Architecture ARM processor 1.2 GHz (Standard)
- Marvell Sheeva 88F6282 > RISC Architecture ARM processor 2.0 GHz (Turbo Version)
Il Tonido PLUG e i tanti altri partner/prodotti basati sulla tecnologia Marvell Sheva sono tutti qui >
La straordinaria flessibilità e potenza generata con soli 5 watt di consumo è quindi frutto dell’eccellenza tecnologica dei processori ARM. Per quello che più qui interessa, è bene evidenziare che siamo di fronte ad un sistema aperto, un’open source, con un’attiva community in cui si stanno sviluppando molte diverse applicazioni per i piccoli plug computer ARM based. Qui, cari sviluppatori di codice informatico aperto e GNU-Linux, il motto ” the only limit is your imagination“ significa una sola cosa: c’è pane per i vostri denti . Infatti dalla slot SD, secondo le compatibilità del processore ARM e i dettami dell’open source, solo la vostra fantasia determinerà quale sistema operativo avviare al boot. Qualcosa di esistente, come Debian, Ubuntu, Fedora, Gentoo, FreeBSD o magari chissà Android e Chrome OS, oppure un sistema nuovo costruito ad hoc, secondo le più sfrenate e perverse ambizioni.
Tra gli oggetti che potranno suscitare turpi istinti in chi sviluppa informatica libera c’è il GuruPlug Server Plus > che, simulato un acquisto presso il rivenditore Globalscale ha un costo di 140 Euro (compresa spedizione). Questo mini-pc dispone di due NIC gigabit, due USB 2.0, eSATA a 3 Gbps, slot micro SD esterno, 512 giga di RAM, WLAN, Bluetooth, JTAG, U-SNAP. “Only limit is your imagination” per server NAS, P2P privato e criptato, VPN in SSL, Media Center, video-sorveglianza … IPTV e cloud appliances.

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STORICA SENTENZA DELLA CONSULTA: IL SOFTWARE LIBERO E’ UN DIRITTO COSTITUZIONALE

addvaslavros | 25 Aprile 2010

Questo, il dispositivo della Sentenza della Corte Costituzionale n.122 del 22/03/2010 >>

dichiara l’illegittimità costituzionale degli articoli 1, comma 3, e 3 della legge della Regione Piemonte 26 marzo 2009, n. 9 (Norme in materia di pluralismo informatico, sull’adozione e la diffusione del software libero e sulla portabilità dei documenti informatici nella pubblica amministrazione);

dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale degli articoli 4, comma 1, 5, comma 1, e 6, commi 1 e 2, della suddetta legge della Regione Piemonte n. 9 del 2009, promosse, in riferimento all’articolo 117, secondo comma, lettere e) ed l), della Costituzione, dal Presidente del Consiglio dei ministri con il ricorso indicato in epigrafe [ Qui il video dell'udienza >> ]

E’ questa una sonante affermazione di legittimità dell’Open Source anche nell’uso quotidiano della Pubblica Amministrazione, che conferma la preferibilità dei programmi a codice aperto anche in caso di share alike - lo scambio di programmi fra uffici pubblici - perché non viene violata alcuna norma relativa alla libera concorrenza. Per la Corte, preferire Software Libero non viola la libertà di concorrenza, in quanto la libertà del software è una caratteristica giuridica generale e non una caratteristica tecnologica legata a uno specifico prodotto o marchio. La pronuncia confuta senza appello le argomentazioni inconsistenti di quanti, fino ad oggi, si sono opposti all’adozione di norme che favoriscono il software libero per un presunto conflitto con il principio di “neutralità tecnologica”.

Per la Corte però “Anche il software cosiddetto “libero” costituisce un’opera dell’ingegno e, pertanto, è oggetto di diritto d’autore come ogni altro programma per elaboratore“. In pratica, un software open source con licenza GPL non è da ritenersi totalmente privo di diritti d’autore e condizioni d’utilizzo. Per garantire piena libertà agli utenti, le licenze open source “impongono precisi limiti alla possibilità di modificare (o negare) i diritti di quest’ultimo“. In funzione del livello di contribuzione richiesto all’utente (gratuità), di disponibilità del codice sorgente (trasparenza) o di importanza data alla nozione di proprietà (diritti d’autore), i software sono designati con i termini di dominio pubblico, liberi, freeware, shareware o proprietari. È la natura della licenza associata al software a determinare l’appartenenza a una delle categorie suddette. Il concetto di software libero è, quindi, associato all’insieme di software coperti da un tipo di licenza particolare: le licenze di software libero. Ma questo non significa che il software libero sia codice informatico senza diritti, esso resta governato dalle disposizioni della licenza e l’autore del software resta il titolare dell’insieme dei diritti di autore. Pertanto, libertà di utilizzo, copia, modifica e distribuzione di licenze open source, non corrispondono automaticamente a gratuità assoluta e non giustificano un disconoscimento dell’opera d’ingegno. Per averne una riprova basta verificare i principi del c.d. copyleft che sono stati formalizzati dalla FSF - Free Software Foundation nella cosiddetta General Public License (GPL), attualmente evoluta nella nuova GPLv2 >> . Il cliente di accordo GPL è vincolato a utilizzare a sua volta la GPL e dovrà, quindi, fornire il codice sorgente delle estensioni realizzate. In altre parole, la GPL è un modello di licenza ricorsivo. Il codice e le “libertà” a esso associate diventano così legalmente inseparabili.

Per maggiori dettagli su questa pronuncia e sui principi giuridici che ne scaturiscono, vedi qui articolo su Altalex di Stefano Cresta .

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L’ iPad ha un cuore ARM, il processore dei futuri computer personali

addvaslavros | 10 Febbraio 2010

Partendo dal “fattore di forma” dell’ iPad, si può ipotizzare che dopo i personal  computer tower X86, i  notebook e i netbook, il “form factor” futuro porterà dei computer non solo portatili ma veramente personali. Nei prossimi anni il pc uscirà sempre più dagli schemi costruttivi e funzionali fin qui noti. L’Apple iPad può essere considerato l’anticipazione di due innovazioni tecnologiche che saranno sempre più diffuse: il processore ARM e la struttura del tablet pc con schermo touchscreen. E’ questa la formula costruttiva individuata per ridurre i costi e incrementare il potenziale d’acquisto verso il basso: proporre dispositivi leggeri, detti MID, acronimo di Mobile Internet Device, con interfaccia basata su Linux, Android o altri sistemi come Google Chrome OS. Questo video promozionale della Qualcomm di ben otto mesi fa’ prova che l’ iPad non è affatto una novità assoluta, ed abbiamo un’idea più precisa della “nuova” categoria di computer personali, chiamati anche smartbook …>>

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CHROME OS _ la rivoluzione epocale del Cloud Computing … ma Stallman dice no

addvaslavros | 23 Novembre 2009

Di Google Chrome OS ci siamo già occupati estesamente nel precedente articolo “Chrome OS il sistema operativo di Google” . Ora il miglior commento visto nel Web è quello pubblicato su Tom’s Hardware Guide di Manolo de Agostini (1) secondo il quale “fa sembrare gli altri sistemi operativi vecchi dinosauri”. Chrome OS con la sua variante totalmente libera Chromium, sono quindi un passaggio epocale per l’informatica, un punto di svolta che porta il cloud computing in diretta concorrenza, se non in antitesi totale con sistemi operativi come Windows e Linux.
E’ quindi fin troppo banale limitarsi a dire che Google Chrome OS sarà opensource, supporterà le architetture x86 e ARM, che sarà veloce (7 secondi di boot), semplice, sicuro e con un’interfaccia minimalista.
Tra i commenti più interessanti quello di Pino Bruno (2), giornalista e divulgatore scientifico, che esprime valutazioni suggestive: “Il codice sorgente di un programma informatico è una sorta di Graal digitale, simbolo di Conoscenza e Sapienza. E’ il core business delle software house , che lo custodiscono gelosamente (l’open source, sorgente aperto, è un altro mondo). La decisione di Google di rendere disponibile il codice sorgente del sistema operativo del 2010 – Chromium OS – è dunque una piccola rivoluzione copernicana. Per tanti motivi“. Tra le variabili più inquietanti di questa rivoluzione ci sono possibili “bachi” non solo informatici, ma anche industriali e societari, dell’atto “di fede” che si fa affidando in toto un computer, il suo sistema operativo e tutti i suoi dati alla struttura remota di unico operatore della Rete, sempre più somigliante al GF di Orwell. Secondo Bruno “restano molti interrogativi. Riconoscerà le periferiche? E come? Saremo liberati dalla schiavitù da driver? Chi garantisce l’accesso univoco al nostro caveau? E se Google un giorno dovesse passar di mano l’azienda ad altri proprietari (come è successo ieri a Skype)? I nuovi padroni rispetteranno i patti sottoscritti con la vecchia gestione oppure chiederanno un riscatto per restituire i file ai legittimi proprietari?“.
Queste valutazioni ci rammentano il vero e proprio anatema che Richard Stallman ha enunciato già un anno fa’ sulle applicazioni web based, di cui Google Chrome OS è la massima espressione. Secondo il leader della Free Software Foundation, il Cloud Computing minaccia i diritti di libertà e riservatezza in modo ancora peggiore del software proprietario : “Una ragione per non usare le web application è la perdita del controllo perchè i dati fluiscono liberamente tra qualsiasi postazione o thin client in giro per il mondo e i datacenter, ma a scapito della capacità del legittimo proprietario di disporne a suo piacimento“. L’avvento del cloud computing secondo Stallman non fa altro che riproporre l’antica questione del software free contrapposto a quello non libero: “È un male proprio come usare programmi proprietari“,  proprio per i gravi rischi sulla libertà personale: “Fate il vostro lavoro su un vostro computer con un programma che rispetti le vostre libertà: usando un programma proprietario sul server di qualcun altro si è senza difese. Vi state mettendo nelle mani di chiunque abbia sviluppato quel software“. Altri rischi, sempre per Stallman, si pongono perchè se all’inizio questi servizi possono apparire più economici (o addirittura gratuiti) rispetto alle abitudini attuali, nel medio/lungo periodo possono invece rivelarsi oltremodo costosi. Per le applicazioni aziendali c’è poi da valutare che l’intera mole di informazioni personali (foto, appunti, appuntamenti in agenda) o aziendali (budget, bilanci, piani strategici) resta affidata all’onestà e alla solidità di un solo “provider”, con tutti i rischi di boicottaggio o incidenti che questo comporta.

Link citati:

(1) http://www.tomshw.it/cont/news/chrome-os-convince-e-arrivata-l-era-glaciale/22886/1.html

(2) http://www.pinobruno.it/?p=4200

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CORTEX-A9. L’escalation competitiva di ARM

addvaslavros | 22 Ottobre 2009

Libera traduzione dell’ articolo “ARM’s Race Escalates with Cortex-A9“ , di Jim Turley, in Embedded Technology Journal, 22.9.2009. Turtley (V. profilo su Linkedin ) è un’analista che è un’autorità riconosciuta sui chip a microprocessore, la tecnologia dei semiconduttori, e sistemi embedded. In un precedente post abbiamo accennato a nuove alleanze industriali e sinergie che puntano sulle enormi potenzialità del processore ARM . Su questo Turtley ci da un responso autorevole, senza mezze misure, sul futuro dei pc: è in atto uno scontro globale, Intel/Windows Vs. ARM/Linux. Ci potrebbe essere un cambiamento epocale, o un nulla di fatto …

Nel settore militare, l’Osprey è un velivolo che decolla e atterra verticalmente come un elicottero. L’Osprey ruota le ali di 90 gradi, le eliche lo sollevano, le ali rotanti permettono il volo convenzionale. Geniale soluzione ingegneristica, ma un po ‘goffo a vedersi. Nel meno rischioso ma ugualmente competitivo mondo dei processori, anche ARM ha ha progettato un suo proprio Osprey, in questo caso chiamato ARM Cortex-A9. Il nuovo A9 svilupperà un velocità di clock di 2 GHz, velocità che è veramente inaudita per un nucleo ARM. Il precedente processore A8 è a malapena in grado di girare a 1 GHz, per giunta con qualche gioco di prestigio del silicio. A 2 GHz, il nuovo A9 diventa l’arma più potente dei produttori dell’ARM.
Come ha fatto ARM a raggiungere tali prestazioni? Si potrebbe dire che è stato una correzione del carente A8, ma sarebbe ingeneroso. Un’analisi più benevola mostra che A9 ha effettivamente una “pipeline” più breve dell’A8, di solito l’antitesi di alta efficienza e velocità. Ma il set di istruzioni di A8 operava in modo volutamente rallentato per permettere l’attuazione di operazioni specifiche. E’ anche normale che ci sia voluto un certo tempo per sviluppare il primo nucleo di processore superscalare mai realizzato in ARM . Ora che la società e i suoi licenziatari hanno l’esperienza di questo nucleo ARM superscalare, potrebbero mettere a punto i path logici, crearsi un certo margine, aggiornare il core, e proseguire nello sviluppo di versioni più veloci e potenti.
I miglioramenti includono una migliore unità di calcolo in virgola mobile. L’A8 era a nucleo singolo, mentre A9 può avere due, o quattro nuclei, a seconda delle opzioni dei produttori. L’azienda prevede che alcuni sub-produttori mantengano ancora la licenza A8 invece della A9, considerando il divario di costi che c’è tra i due processori.
ARM infatti, per lunga tradizione, progetta e poi affida a terzi licenziatari la totalità della produzione. Nell’elenco dei sub-produttori su licenza ci sono i soliti “sospetti”: Texas Instruments, Ericsson, nVidia, NXP, Toshiba, e un nutrito gruppo di clienti anonimi.
L’A9 viene fornito assieme a coprocessori di accelerazione: Jazelle per Java, TrustZone per operazioni di sicurezza, Neon per la grafica. Questi acceleratori sono sempre parte integrante del nucleo del microprocessore e non possono essere rimossi per risparmiare spazio o potenza. Non servirebbe, essi rappresentano solo una minima frazione della dotazione e consumano poca energia.
A9 potrà eseguire calcoli complessi senza alcun problema essendo realizzato con circuitazione da a 45 nm (45 nanometri) ottimizzata per l’efficienza di consumo energetico.
Per un confronto, un processore di tipo x86, come l‘Intel Atom N270 offre circa 2.000 Dhrystone MIPS a 1,6 GHz, misterioso parametro per cui ARM può vantare qualcosa come 5X di prestazioni (il quintuplo !), con una frequenza del 25% più veloce di clock. Un dato di importanza cruciale in dispositivi che devono offrire buone prestazione a costi bassissimi come i computer netbook. Ed è un dato di fatto che con l’A9 tutta questa potenza computazionale si ottiene consumando pochissima energia: 2 Watt appena.
Utilizzando per accertare le prestazioni l’affidabile EEMBC test CoreMark, l’A9 ha circa un vantaggio 2x su Atom N270. In altre parole, offre le stesse prestazioni circa alla metà della velocità di clock. E un quinto del consumo elettrico. Non è un cattivo compromesso, finché non hai bisogno di compatibilità x86.
Quest’ultimo aspetto evidenzia la peggiore frustrazione del lavoro svolto dai progettisti di questo microprocessore. Non importa quanto veloce, efficiente, potente possa essere la tua CPU è, ciò non la fa sfuggire all’inerzia umana. La compatibilità è una forza potente dell’universo, e nessun progresso ingegneristico la può superare. I computer della tipologia netbook, nettop, mini-pc, e gli smartbook possono essere una seconda possibilità per i processori che come ARM potrebbero superare la posizione dominante e oligopolistica di Intel nel mercato informatico. Invece, anche questa tipologia di pc è tuttora un’altra nuova nicchia per la vecchia architetture x86, che continua a dominare con l’onnipresente ATOM, anche se è molto meno redditizia. Si “scopre” che la gente vuole computer che si comportano come PC Windows, e non piccoli notebook Linux a 350 dollari. Quindi, è questo totem della compatibilità X86/Windows la peggiore minaccia del binomio ARM/Linux .
Sul fronte hardware, ARM ha quasi tutto ciò che il MIPS, PowerPC e x86 venditori offrono. Sul lato software, la storia ARM va di bene in meglio. E’ di fatto l’architettura unica per il wireless e i cellulari, grazie ad alcuni successi di progettazione con i primi telefoni cellulari europei. Ciò che il primo Personal Computer IBM Modello 5.150 è stato per il destino di Intel, per i primi telefoni cellulari è stato ARM. La legione di licenziatari ARM ha prodotto più processori a 32 bit di chiunque altro. Solo lo scorso anno, 4 miliardi di nuovi chip basati ARM piazzati sul mercato.
ARM col suo Cortex-A9, ponendosi come minaccia alla potenza di Intel e dei suoi processori X86, non può sottrarsi al destino di tutte le produzioni di assoluta eccellenza tecnologica, non può evitare un verdetto senza appello: le decisioni solitamente irrazionali e disinformate del mercato. Per il momento, ARM e Intel x86 dominano gran parte del paesaggio delle piattaforme informatiche, mentre alle altre architetture restano soltanto piccole nicchie.
Con il suo Cortex-A9, ARM appare pronta a proseguire il suo decollo verticale.

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IISS Majorana…ViVo per il social OpenSource

argentarius | 18 Ottobre 2009

Seguiamo da tempo le attività dell’IISS Majorana, che da community OpenSource per l’Istituto di Gela, in poco tempo si è trasformata in uno dei riferimenti italiani per l’OpenSource, Linux Ubuntu, i servizi web 2.0 e per aprire le menti, oltre al codice… su tutto quello che in Rete è utile alla diffusione delle risorse, rigorosamente gratuite, di software e di servizi IT.
Antonio Cantaro da vero Deus Ex Machina qual’è di questo sito blog va oltre la diffusione, impegnandosi in video guide gratuite per Linux, OpenOffice, personalizzazioni di Linux Ubuntu e nella distribuzione di ISO del SO del Pinguino, in versione italiana, di raccolta delle video guide, al punto da poter parlare di vero e proprio Social OpenSource, anche per chi ha problemi di ipovisione.

ViVo Portable USB fa parlare il computer

Una suite portable unica nel suo genere che rende parlante il computer. Pagine WEB, testo, documenti, posta elettronica, programmi, finestre, ecc.. vengono letti da qualsiasi computer in cui inseriamo la chiavetta. Non serve l’installazione e non sporca il registro. Questo e tanto altro con un click del mouse…
Vivo Portable USB è un progetto OpenSource per il sociale, racchiude numerose applicazioni indispensabili a quanti hanno problemi di vista (ipovedenti, non vedenti ecc…) o a quanti vogliono, per qualsiasi motivo, che il computer legga tutto quanto visualizzato sullo schermo.

Queste sono le caratteristiche che rendono unica al mondo questa suite OpenSource:
Browser Internet con interfaccia essenziale, con icone e caratteri molto grandi
Lente di ingrandimento virtuale a schermo
Tastiera virtuale a schermo
Sintesi vocale con possibilità di lettura testi, documenti PDF e pagine Web
Registrazione di quanto viene letto dal sintetizzatore vocale
Lettura dell’intera area dello schermo mediante mouse o tastiera
Ascolto di migliaia di stazioni radio via internet
Gestione della casella di posta elettronica
Possibilità di creare scorciatoie tramite la tastiera

Dock Portable USB, tutto a portata di click

E’ un Lanciatore Windows che mostra tutti i programmi e le altre risorse disponibili in un’unica barra e con un semplice click del mouse. Si può usare sia nel computer che nella chiavetta USB…
Opera di Silvio Affaticati (Ylvo COMPANY), è un’utilità che ci aiuterà ad organizzare al meglio, sia la chiavetta portable (pen-drive) quanto il computer. Dock Portable USB, è il lanciatore gratuito per Windows che permette di riunire, organizzare e lanciare applicazioni, cartelle e collegamenti vari, grazie ad una comoda, elegante e non invasiva barra a scomparsa sullo stile Mac OS, che può essere personalizzato a seconda delle necessità.

OpenOffice 3.x Videoguide CD scaricabili

E’ disponibile il download gratuito del CD con 17 videoguide  su OpenOffice 3.x facile. La ISO è stata realizzata da UIE-Linux, partendo dalle videoguide di Antonio Cantaro dell’IISS Majorana.
Masterizzando la ISO si ottiene un CD auto-avviante, scompattandola nel PC sarà immediatamente utilizzabile.
Presto sarà disponibile anche il CD di Writer (videoscrittura).

Dirette RAI - TV - Radio un click da Ubuntu

Finalmente è possibile vedere molte TV, comprese le dirette RAI.tv, direttamente da Ubuntu con un semplice click del mouse. Possiamo anche registrare le trasmissioni ed ascoltare diverse  radio. Non serve Firefox, utilizzando lo stupendo VLC (media player) e l’applet Ubuntuwin-tv…
E’ disponibile la nuova Versione 0.5 di UbuntuWin TV, con molte ed interessanti, nuove funzionalità. Ben quattro videoguide esplicative mostrano passo-passo, come procedere per avere TV e radio a portata di click. Cliccate qui per trasformare il vostro pc in un centro di registrazione multimedia

Con Antonio Cantaro dell’IISS Majorana unire l’utile al dilettevole è un ViVo piacere.

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SINERGIE GNU-Linux/ARM. Nuova CPU Cortex A9 e adesione a Linux Foundation

addvaslavros | 21 Settembre 2009

Dal sito ufficiale ARM.COM, il 16 settembre 2009 viene annunciato il nuovo Cortex A9 che funziona ad oltre 2Ghz, 40 nanometri, ottimizzato ulteriormente per consumi ridotti e velocità. Con questo processore, dopo essere arrivata al 95% della produzione (diretta o su licenza) dei processori per telefonia mobile, palmari e smartphone, ARM entra a pieno titolo anche nel settore dei processori per informatica personale, in competizione sempre più diretta con Intel e AMD nel combattuto mercato dei netbook, dei mini-PC e dei computers portatili.
Come se non bastasse questa novità, The Linux Foundation ha annunciato l’ingresso di ARM tra le fila dei propri membri.
La coincidenza, è di per sè significativa e per nulla casuale, dimostra che sull’informatica personale si stanno formando nuove alleanze industriali e sinergie che spingono le comunità GNU-Linux  ad impegnarsi sempre più in forze nel nuovo settore del mobile computing. “C’è una transizione che sta avendo luogo ora che muove l’esperienza computing dai PC tradizionali a dispositivi mobile consumer più innovativi” come dichiara Ian Drew, EVP Marketing per ARM, che precisa: “ARM è stato in prima linea per far si che questa transizione avvenisse, e l’adesione a Linux Foundation è un passo naturale verso una computing-experience innovativa per la comunità Linux“.
Il nuovo scenario globale nel comparto dell’informatica è ancora fluido e poco definito. Ma ci sarà certamente un vero scontro fra titani, che conoscerà la sua massima intensità nel 2010. Arma “letale” dell’alleanza GNU-Linux/ARM è una nuova categoria di mini-PC già battezzata col termine “smartbook“. Si tratta di dispositivi a basso costo e ridotto impatto energetico, con caratteristiche di reale innovazione produttiva e commerciale: poco calore e assenza di ventole, basso consumo elettrico per 10 ore di autonomia, peso e design minimali, video ad alta definizione con accelerazione 2D e 3D, connessione permanente a Internet via 3G e WiFi. Ma non solo, alcuni potrebbero anche integrare un navigatore GPS, o la TV mobile (DVB-H e ISDB-T). Il sistema operativo Linux proporrà un’interfaccia definita “smartphone-like”. In sintesi, sono ultra-portatili, personalizzabili, ecologici e facili da usare, con prezzo ipotizzabile sotto i 250 Euro.

Della partita ovviamente saranno anche Google, col suo nuovo sistema operativo Chrome OS e Canonical, che da mesi ha annunciato una versione di Ubuntu progettata per il supporto di ARM. Ma questa è un’altra storia …
Come già scritto in questo blog, si avvicina il tempo in cui tutti potranno avere in borsa un dispositivo “powerful enough” ultraleggero da 11,6′ sempre acceso con Linux e connesso al Web. O in cui, con semplicità ed economia, si potrà collegare un piccolo mini-PC che consuma meno di 5 W al televisore LCD di casa per cambiare spettacolo ogni sera fra TV digitale terrestre, satellitare, Internet, giochi in Cloud Computing, applicazioni Web 3.0 e streaming video. Oppure …

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Canonical, Xandros, Novell adottano Moblin _ Ancora sulla superiorità di ARM

addvaslavros | 27 Luglio 2009

Sembra che le prossime distribuzioni prodotte da Canonical (Ubuntu), Xandros e Novel (*SUSE) per il mercato Netbook saranno basate su un’unica comune piattaforma che di recente ha attirato molta attenzione, compresa la mia: Moblin 2. Questa notizia, assieme al fatto che Moblin è già basato su Fedora, rende non improbabile nè approssimativo pensare che il panorama di Linux - in cui da sempre c’è eccessiva frammentazione - possa trovare sui mini-PC una base unificante in Moblin.
Gli sviluppatori di Moblin hanno fatto un ottimo lavoro per quanto riguarda velocità di boot, compatibilità hardware, consumi, e disegno e riconcettualizzazione dell’interfaccia utente. La cosa più interessante, dopo il passaggio di consegne da Intel alla Linux Foundation, è che oltre ad agire da piattaforma mobile per tutte le distro, sarà portata ad altre architetture, su tutte quella dei processori ARM, espressamente considerata da Torvalds come la sfida allo status quo più interessante del futuro.
Sul profilo hardware questo significa tanto: no ventole, peso e design ultraslim, video full HD accelerazione 2D e 3D, 10+ ore di autonomia, connettività completa e totale always on, potenza computazionale fra qualche mese maggiore ad atom, ad un prezzo molto ridotto.

Sotto questi aspetti, dalla rassegna informatica Computex 2009 tenuta in giugno a Taipei, l’Intel Atom ne esce piuttosto malconcio. Nei netbook e nettop non regge il confronto con Nvidia ION (+Atom cpu), nei nuovi smartbooks non è all’altezza dei processori ARM, e anche nei MID (Mobile Intenet Device) è lo stesso per quanto manifestato da Nvidia Tegra (”computers-on-a-chips” +ARM cpu - nell’immagine). Invidia ION non ha futuro perchè Intel monopolista non permette la competizione dei prezzi. Però con ARM cambia completamente musica … niente limitazioni imposte da Intel e Microsoft, campo libero per Linux e tutta l’informatica libera.

Nessuno può negare che ARM è un’alternativa verde, economica ed etica, in breve: tecnologicamente superiore. Le argomentazioni oggettive di questa superiorità si ritrovano in questo recentissimo “ARM vs Intel: I cut the power!” di AppuntiDigitali.it, che con riferimento alla famiglia x86 di cui Atom fa parte, spiega che l’architettura x86 “si porterebbe dietro anni di pezze che fagocitano potenza (consumata)” mentre per ARM “… lo schema della codifica delle istruzioni è estremamente semplice e abbastanza lineare. La dimensione utilizzata per gli opcode è sempre di 32 bit, per cui eseguitone il fetch il processore ha già tutto ciò che gli serve“. Il vantaggio termico, di consumo elettrico dell’ARM ripetto all’Atom di Intel si riflette anche sul piano industriale e dei relativi costi. Atom a causa della complessità che la piattaforma x86 si porta dietro, è stato realizzato con 47 milioni di transistor, invece ARM è fatto di 36mila (non milioni, ma migliaia) di transistor, arrivando con tutte le implementazioni accessorie a poche centinaia di migliaia di transistor.
Per ora ARM è supportata solo da Microsfot Windows CE su Nvidia Tegra (oltre ai sistemi embedded), ma proprio questo apre sterminate praterie libere ad un’alleanza ARM-Linux - per primo Ubuntu, come comunicato ufficialmente da Canonical e da pochi giorni Slack con ARMedslack. Un’identica strada su cui non corre solo Moblin, ma anche Jolicloud, Android e Google Chrome OS. Ergo, la partita Linux la vince da sempre sui server, ma ora la situazione è così fluida che c’è tanto spazio sui mini-PC e gli ultraportatili, dove Linux e ARM hanno le potenzialità per dimostrare a tutti la loro superiorità tecnologica e commerciale.
Se sarà così, tutti potranno avere in borsa un portatile “powerful enough” ultraleggero da 11,6″ sempre acceso con linux. O con semplicità ed economia collegare un piccolo pc server che consuma meno di 5 W alla televisione LCD di casa per cambiare spettacolo ogni sera fra TV digitale terrestre, satellitare, Internet, Cloud Computing, Web 3.0 e streaming video. Oppure …

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Introduzione agli Smartbook ARM _ Dopo Chrome OS spunta JolyCloud OS

addvaslavros | 17 Luglio 2009
Qualcomm per pubblicizzare le potenzialità degli smartbook, ha caricato su YouTube questo video che racchiude in due minuti tutti i concetti chiave degli smartbook basati su piattaforma Snapdragon: “Always connected”, “Instant On”, “3D Graphics”, “Always On”, “Built-in GPS”, “Intuitive Interface”, “Full Web Browsing”,”Easy to Share”, “All-Day Battery Life” e “Rich Multimedia”.

Qualcomm e Freescale hanno così iniziato a promuovere una nuova classe di dispositivi, denominata “Smartbook“, ideata per colmare il gap che separa il mercato smartphone da quello netbook. Le piattaforme Qualcomm Snapdragon e Freescale fanno uso di microprocessori ARM a basso consumo; in particolare Freescale Semiconductors può contare su un design CPU appositamente progettato per la sua piattaforma, conosciuto con il nome di “i.MX515“.
Questa nuova definizione categoriale di mini-PC, appellata pubblicamente per la prima volta lo scorso novembre nel discorso di un manager della Western Digital, definisce lo smartbook come dispositivo di elaborazione che avrà dimensioni simili o di poco inferiori a quelle di un netbook, dotato di funzionalità simili a quelle di uno smartphone.
Per Glen Burchers, direttore marketing di Freescale Semiconductor, l’efficenza di queste funzionalità permetterà la durata della batteria per un’intera giornata, l’accensione istantanea e la connettività persistente. Infine, cosa più importante, il prezzo sarà significativamente più basso rispetto agli odierni netbook: “Ci aspettiamo entro la fine dell’anno dispositivi da 199 dollari con schermi da 8 o 9 pollici, Wi-Fi, tastiera di piene dimensioni, batteria della durata di otto ore, 512 MB di RAM e da 4 a 8 GB di storage allo stato solido”, afferma Burchers. In confronto, i più economici netbook basati su Atom di Intel, come il nuovissimo Mini-110 di HP, hanno un prezzo di listino che valica sempre più spesso il muro dei 300 dollari.
Le differenze di efficienza e costo degli smartbook derivano dal fatto che le specifiche tecniche fanno leva sui processori ARM e su sistemi operativi Linux. Conseguenza di ciò è che sul fronte dei sistema operativi per netbook è sempre guerra aperta, tra Microsoft Windows 7, Moblin, Google Android e Chrome OS si inserisce un’altro competitor: JoliCloud OS, di ascendenza Debian-Ubuntu, progettato per esaltare le opportunità offerte dal cloud computing.
Il cuore di JolyCloud è una Web application, My Jolicloud, che permette di accedere in modo sinottico a servizi online, applicazioni locali per Linux o per Windows, usare un sistema di social networking integrato, accedere a proprie configurazioni e contatti da qualsiasi computer, il tutto senza che l’utente noti la differenza. Ma questa è un’altra storia …
Intanto possiamo tranquillamente affermare che la nuova generazione di mini-PC, classe smartbook, con processore ARM e sistema Linux è iniziata.

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Chrome OS il Sistema Operativo di Google

argentarius | 11 Luglio 2009

L’annuncio dell’ingresso di Google nel mercato dei Sistemi Operativi con Chrome OS, in questi giorni di attesa per grandi novità anche dal “nemico” Microsoft, sta facendo rumore sulla Rete.
La “novità” di Chrome OS è di essere un Sistema Operativo Web Based, o per chiarire meglio il concetto un vero Desktop On Line, con il quale strategie care al gigante di Mountain View, come Cloud Computing, Web 3.0, Centralizzazione dei processi da una Rete Thin client a una di Server, divengono realtà operativa.
Abbiamo messo le virgolette alla parola novità, perchè da anni sono in Rete analoghi (sul piano della filosofia) Desktop web based come: eyeOS e NoMACHINE NX, entrambi OpenSource e in Cloud Computing.
Ma con Chrome OS è una major assoluta del mondo ICT a lanciarsi nel Cloud Computing a livello SO come Google, con un annuncio in grande stile sul blog Corporate del vicepresidente Sundar Pichai, in cui traspare la determinazione a lanciarsi in un avventura fondamentale, per l’Azienda americana che conta oltre 20000 dipendenti nel Mondo e per il futuro stesso del mondo ICT:
“Stiamo progettando l’OS affinché sia veloce e leggero, si avvii e renda disponibile il web in pochi secondi. L’interfaccia utente è minimale in modo da non essere ingombrante, e gran parte dell’esperienza utente avviene sul web. E come abbiamo fatto per il browser Google Chrome, torneremo indietro alle basi ridisegnando da zero l’architettura di sicurezza dell’OS in modo che gli utenti non debbano avere a che fare con virus, malware e update di sicurezza. Un sistema che dovrebbe semplicemente limitarsi a funzionare“.

I PUNTI CARDINE DEL PROGETTO CHROME OS
Secondo i piani di Google con Chrome OS il Cloud Computing è il futuro del software e dei device digitali, quindi questo sarà l’ecosistema tecnologico in cui si nuoverà Chrome OS. I Sistemi Operativi pre Web 3.0, sono basati su logiche precedenti la nascita della Grande Rete Web, ora la Rete è il nodo centrale del Computing e delle Comunicazioni ICT, quindi i Sistemi Operativi residenti, sarebbero destinati all’obsolescenza.
Da queste linee guida nasce l’idea di un browser multi-finestra interconnesso con un kernel Linux, essendo prodotti OpenSource è più che probabile che il download, l’installazione e l’utilizzo saranno gratuiti.
Altri punti cardine del progetto, saranno: “velocità, semplicità e sicurezza”, grazie alla minore esigenza di risorse hardware, di driver e all’impermeabilità a virus, malware e spyware, tipica di Linux e del Cloud Computing.

Nella grafica sopra le applicazioni del Cloud Computing, ora con Chrome OS anche SO

Nel Google Blog si legge che ora agli utenti interessa leggere all’istante email, senza attendere i tempi di boot e di avvio applicazioni del pc, che vogliono accedere ai loro dati ovunque si trovino e che non vogliono preoccuparsi di dover fare il backup dei dati. La soluzione Chrome OS è l’ideale per questi utenti che secondo i vertici Google sono la maggioranza.
Sono già molti e significativi i partner di Google, per il supporto a Chrome OS, fra i quali Acer, Adobe, Asus, Freescale, Hewlett-Packard, Lenovo, Qualcomm, Texas Instrumentis e Toshiba, mancano all’appello i colossi statunitensi Dell ed Intel, ma crediamo sia solo un “restare alla finestra”.
In ogni caso Chrome OS avrà supporto a piattaforme Atom e ARM, quindi il target iniziale è quello dei netbook, nettop e dei desktop tradizionali.

Al di la dei proclami, crediamo che le polemiche sulla disponibilità dei dati a server esterni, di compatibilità a grandi nomi del software, come Photoshop ad esempio e a periferiche di vario tipo, sia un tantino fuori dal tempo. Noi crediamo che Chrome OS sia una buona piattaforma, per i nuovi netbook a basso costo e consumo, e per i desktop domestici. Ovviamente nulla toglie che gli utenti possano usare sia il SO residente, che quello web based.
Se in futuro le aziende vorranno risparmiare sui costi di hardware, software, manutenzione, contrasto ai virus, diciamo a chi si scandalizza e si straccia le vesti: non è una cattiva idea il Cloud Computing aziendale, perchè attualmente non esistono dati al sicuro! Tanto meno in un server aziendale, che attualmente è esposto a minacce su sicurezza, privacy, integrità dati, attacchi virus e malware, secondo noi ben più pericolosi di un’ipotetico attacco ai server Google.
L’attesa è grande per Chrome OS, il Sistema Operativo web based della Grande G.

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