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PLUG COMPUTERS _ the only limit is your immagination !

addvaslavros | 26 Maggio 2010

C’è un progetto aperto di software, in pratica un web server, che si sta sviluppando sull’onda di un motto alquanto significativo:” the only limit is your imagination“. Il suo nome è Tonido APPS [ v. qui articolo precedente, comune con Opera Unite > ] una suite di applicazioni di rete “cloud computing”, dove la “nuvola” è il web, il non-luogo on-line-on-air dove sempre più utenti potranno pubblicare, distribuire e condividere i dati presenti sui dischi fissi dei loro computer.
Ma Tonido è anche un server fisico, un NAS - uno dei Network Attached Storage, i dispositivi dedicati alle memorie di massa accessibili in rete - che prende il nome di Tonido PLUG. Come tutti i server, deve restare sempre attivo, quindi ha un consumo elettrico contenuto in soli 5 Watt. Il Tonido PLUG però ha potenzialità incredibili per un oggetto grande come un alimentatore elettrico, e può essere considerato un computer miniaturizzato perchè con varie fogge e denominazioni, si colloca sotto un’unica matrice tecnica, il “ceppo di famiglia” dei nuovi PLUG COMPUTER [ qui sito ufficiale > ]  tutti affratellati dal ritmo di clock di un unico cuoricino pulsante:
- Marvell Sheeva 88F6281 > RISC Architecture ARM processor 1.2 GHz (Standard)
- Marvell Sheeva 88F6282 > RISC Architecture ARM processor 2.0 GHz (Turbo Version)
Il Tonido PLUG e i tanti altri partner/prodotti basati sulla tecnologia Marvell Sheva sono tutti qui >
La straordinaria flessibilità e potenza generata con soli 5 watt di consumo è quindi frutto dell’eccellenza tecnologica dei processori ARM. Per quello che più qui interessa, è bene evidenziare che siamo di fronte ad un sistema aperto, un’open source, con un’attiva community in cui si stanno sviluppando molte diverse applicazioni per i piccoli plug computer ARM based. Qui, cari sviluppatori di codice informatico aperto e GNU-Linux, il motto ” the only limit is your imagination“ significa una sola cosa: c’è pane per i vostri denti . Infatti dalla slot SD, secondo le compatibilità del processore ARM e i dettami dell’open source, solo la vostra fantasia determinerà quale sistema operativo avviare al boot. Qualcosa di esistente, come Debian, Ubuntu, Fedora, Gentoo, FreeBSD o magari chissà Android e Chrome OS, oppure un sistema nuovo costruito ad hoc, secondo le più sfrenate e perverse ambizioni.
Tra gli oggetti che potranno suscitare turpi istinti in chi sviluppa informatica libera c’è il GuruPlug Server Plus > che, simulato un acquisto presso il rivenditore Globalscale ha un costo di 140 Euro (compresa spedizione). Questo mini-pc dispone di due NIC gigabit, due USB 2.0, eSATA a 3 Gbps, slot micro SD esterno, 512 giga di RAM, WLAN, Bluetooth, JTAG, U-SNAP. “Only limit is your imagination” per server NAS, P2P privato e criptato, VPN in SSL, Media Center, video-sorveglianza … IPTV e cloud appliances.

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ARM, Cloud computing, Linux, Web 2.0 _ web semantico _ metadati
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ICT as a Service: moda od opportunità per le PMI?

argentarius | 20 Maggio 2010

Su osservatori.net Raffaello Balocco e Andrea Rangone del Politecnico di Milano, hanno pubblicato un rapporto sulla diffusione nelle PMI italiane dei servizi ICT in modalità SaaS (Software as a Service). L’adozione per le strutture ICT dati, voce in VOIP, storage, CRM, ecommerce (per fare alcuni esempi) via IP web based in SaaS, è per le PMI italiane ancora in embrione.
Di qui il titolo di questo post sui servizi web in SaaS: è una moda o un opportunità? Noi propendiamo per la seconda ipotesi, ben sapendo come evidenzia l’articolo di Balocco e Rangone, che rispetto a temi di innovazione tecnologica orientata sul web dei processi ICT nelle PMI italiane, siamo ancora all’anno zero. E’ un problema di “cultura web”, di filosofia del tutto-in-casa-più-sicuro, oppure di italico digital divide? Pensiamo che ognuno di questi ed altri fattori giochino a fare dei servizi ICT in SaaS, col software come servizio in IP web based, una nicchia da 3% delle PMI italiane. Il SaaS in Italia nell’articolo del Politecnico di Milano >>

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ICT, Web 2.0 _ web semantico _ metadati, Web 3.0, WebDAV _ SaaS
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cloud storage, digital divide, ICT, PMI, Politecnico Milano, saas, software as a service, software servizio, software web, VOIP
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TONIDO APPS E OPERA UNITE _ evoluzione dal Cloud Computing ai Server Web personali

addvaslavros |

Secondo un concetto connaturato con il web e sviluppato dalla filosofia applicativa del cloud computing, l’uso del pc in rete sta evolvendo con esiti straordinari sulle abitudini individuali, sulle relazioni sociali e sui meccanismi dell’economia. Da un vissuto dell’informatica personale, passivo e contemplativo, la potenza trasmissiva delle Reti permette una sempre più semplice circolazione di saperi, esperienze e idee. E’ l’esplosione della comunicazione “da uno a molti”. Esemplificando, si può essere allo stesso tempo fruitori (CLIENT) e fornitori di contenuti e servizi (SERVER), visitatori e webmaster, consumatori e produttori, cittadini e promotori di pubblici interessi. Questo avviene perchè oltre a ricevere i contenuti Web è sempre più comune trasmettere fuori, nella Rete, i contenuti del proprio computer.

Questo cambio di passo si deve soprattutto al browser che da semplice navigatore che era sta diventando una piattaforma multifunzione, tende ad assorbire all’interno della sua finestra un intero computer, e trasmette sui protocolli TCP/IP non solo dati ma anche contenuti multimediali, applicazioni e programmi.
Ecco perchè ogni computer moderno non è più un CLIENT ma sta per diventare un SERVER. Citando Vikipedia, il browser ormai non è più un semplice ricevitore passivo di dati, ma è il componente capace di trasformare un vecchio pc in un potente SERVER che fornisce servizi agli altri computer connessi, a prescindere dall’hardware (magari obsoleto) e dai programmi che sono installati sul disco fisso.
In questo senso, l’ultima tendenza non è più soltanto l’applicazione non residente ed eseguita in remoto come Yahoo, Google Apps, WordPress e Flickr, ma è rendere ogni computer connesso alla Rete Internet un potenziale web server, erogatore di servizi web 2.0, cloud computing e storage.
Le funzionalità veicolate sul browser che operano la trasformazione dei computer in server comprendono le seguenti applicazioni di rete:
File Sharing - Per accedere ai file da altri computer in rete
Cloud Storage - Stocaggio, salvataggio e ridondanza dei dati gestita in remoto
Media Center - Per la fruizione e la condivisione di audio, video e immagini su reti locali (in casa, nelle intranet aziendali) e su Internet
Social Network - Per comunicare testo, voce e dati in tempo reale con chi è collegato a Internet
Web Server/CMS/WebDAV - Per gestire contenuti e pubblicare siti Web, blog, documenti condivisi e archivi di files .
Per questa evoluzione del computer personale in server, quindi aliena ai vecchi thin client, ovvero “terminali stupidi”, spiccano due suite a ciò dedicate: Tonido Apps e Opera Unite. Con questi web server, il cloud computing diventa personale e localizzato, per cui i dati non vanno trasmessi e pubblicati con l’upload su server di terzi, ma restano sul proprio computer personale. Opera e Tonido quindi realizzano un nuovo cloud computing “granulare”.
La fusione SERVER/CLOUD COMPUTING sui browser permette la nascita di milioni di “nuvole” informatiche personali, diffuse e generalizzate, che restano localizzata e residenti sui pc di case, uffici o aziende.

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SMAU Roma 2010 - ICT e Impresa in Italia

argentarius | 26 Marzo 2010

Information Communication Technology dall’acronimo ICT, è ormai uno dei fattori di sviluppo e nuove opportunità per le imprese, soprattutto per le PMI (piccole e medie imprese) potenzialmente lo sfruttamento delle autostrade dell’informazione, sarebbe una spinta potente all’uscita dalle secche della crisi, anzi allo sviluppo grazie ai nuovi scenari del web 2.0 e anche agli strumenti di marketing e interazione, messi a disposizione dai servizi di social networking (facebook e Twitter su tutti), ma queste leve strategiche sul web in Italia sono ancora poco sfruttate dalle imprese, per una scarsa conoscenza dei management del fenomeno ICT.

Le due immagini di apertura dell’articolo sul questo SMAU Business 10 le abbiamo scattate alla Nuova Fiera di Roma, uno degli eventi espositivi di questa manifestazione itinerante per l’Italia, che vuole essere il punto di incontro fra i produttori-fornitori di soluzioni ICT e gli imprenditori o il management delle imprese sul territorio, in questo caso il “target” è stato Roma e il Lazio con la diversificata rete di attività commerciali e PMI.
Una pratica agenda degli spazi espositivi e degli eventi, distribuita dalle hostess all’ingresso del padiglione dava l’idea dell’evento su cinque aree ideali di interesse:

Innovare e competere con le ICT: casi di successo | Laboratorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione | SMAU trade - il canali ICT in italia | Percorsi dell’innovazione: dall’idea al business; Directory | Orientarsi nella scelta del Partner ICT

Una fitta agenda di workshop si sono succeduti per tutta la durata dell’evento, su prenotazione on line in apposite sale riservate, oppure a partecipazione libera al centro del grande padiglione, in un box con impianto multimediale. Interessante è stata la presentazione con discussione ai presenti dei due rappresentanti della OPENKNOWLEDGE, sulle potenzialità di ICT (Marte) e Social networking (Venere) apparentemente pianeti lontani e incompatibili fra loro. Uscendo dalle apparenze si rivelano se utilizzati in sinergia e con intelligenza, un prezioso strumento di interazione, fidelizzazione, monitoring e marketing delle imprese verso il mondo esterno, con utenti-clienti non più visti come “pollaio” ma come agorà di incontro e confronto, diretto, sincero e che usa le critiche arrivate direttamente dal social network aziendale, per migliorare servizi, prodotti e la agognata “customer satisfaction”.

ADOBE Business Productivity

Ringraziamo la Adobe che gentilmente ci ha inviato in email un invito di tipo VIP, presentando la sua soluzione per l’integrazione dei contenuti, dei formati office e per la condivisione-collaborazione integrate dei documenti office aziendali basati sullo standard PDF (Portable Document Format), che diventa con Adobe Acrobat 9 e le soluzioni server LiveCycle ES2 un sistema di gestione sicuro, scalabile, con una gestione completa di utenze, privilegi, profili utente, tali da consentire che su un documento si lavori in team, rispettando ruoli e competenze, preservando la sicurezza dei dati e potendo inglobare su un documento PDF formati di ogni tipo: office, flash video, presentazioni, fogli di calcolo, e altri formati in un unico documento.
www.adobe.com/it

Dell

E’ il vendor di pc n. 1 in USA e n. 2 nel mondo, con 35000 partner registrati in 148 paesi, i desktop e notebook Dell utilizzano metodologie produttive Green con riciclo gratuito e sistemi di risparmio energetico, realizzando con i suoi sistemi produttivi un risparmio di 23 Tonn. di CO2 nell’ambiente e piantando 100.000 alberi nel mondo.

Le soluzioni Dell presentate in Fiera di Roma allo    SMAU Business

Progetto di Virtualizzazione per Micromegas Comunicazione
Aree tematiche: Architettura IT

Un’infrastruttura snella e una maggiore potenza di calcolo attraverso la virtualizzazione
Aree tematiche: Architettura/Infrastruttura IT

Dell era presente con i servizi ProConsult-ProSupport, i desktop Optiplex, i laptop Latitude, la linea Vostro per la piccola impresa, server a risparmio energetico PowerEdge, le soluzioni storage PowerVault e il Solution Center.

www.dell.it

Google | Enterprise

Google era presente con il suo partner certificato Global Base, che ha presentato le soluzioni Enterprise del gigante di Mountain View ormai lanciato sull’offerta di soluzioni per l’azienda basate sul cloud computing.

Da comunicato Google
La divisione Enterprise di Google è stata creata con l’obiettivo di aiutare gli utenti aziendali a reperire velocemente, sfruttare al meglio e condividere in modo efficiente e semplice le informazioni a supporto del lavoro. A questo scopo, Google ha sviluppato una gamma di prodotti in costante espansione, che consente di organizzare le informazioni aziendali e renderle prontamente disponibili e condivisibili indipendentemente dalla loro collocazione o natura.

Google Apps E’ una soluzione hosted basata sul Web. Questo tipo di tecnologia viene definita “software-as-a-service” o “cloud computing”, un modello di elaborazione in cui le applicazioni IT vengono fornite “come servizio” consentendo agli utenti di accedervi da Internet (”in the cloud”) senza bisogno di occuparsi di avere in house l’infrastruttura che le supporta.

Da comunicato Google
La suite Google Apps Premier è indirizzata ad aziende di qualsiasi dimensione, viene offerta su abbonamento a 40 euro per utente l’anno e comprende supporto telefonico in italiano e un insieme di funzionalità e tool per l’amministrazione e l’integrazione di Google Apps con le altre applicazioni aziendali. I principali servizi inclusi in Google Apps Premier sono: la webmail Gmail (con 25GB di mailbox per ciascun utente), l’applicazione per la gestione condivisa delle agende Google Calendar, Google Talk per l’instant messaging, la telefonia voice-over-IP e la video chat, Google Sites per la creazione di siti web aziendali, Google Docs per lavorare insieme e in contemporanea su documenti, presentazioni e fogli elettronici senza necessità di scambio via email delle varie versioni, Google Video for business, per la condivisione semplice e rapida di video.

www.google.it/enterprise/

Le soluzioni Google Enterprise saranno presto oggetto di un aggiornamento con cui approfondiremo il tema del Cloud computing e del SaaS, che stanno diventando veri cavalli di battaglia Google.

Una visita allo stand Spreaker, social web radio tutta italiana

Dopo aver fatto un noioso workshop sulla comunicazione aziendale via ICT e altri stand un pò asettici, oppure interessati a far firmare contratti, senza dare al visitatore un minimo di contatto umano, abbiamo finalmente trovato con piacere lo stand Spreaker, la prima social web radio per tutti.
Elena Artico nell’immagine a sinistra, è la giovane imprenditrice e fondatrice di questo social web tutto italiano, di cui sarebbe legittimo vantarsi anche con giganti come Twitter e facebook, per un motivo molto semplice:
l’inventiva italiana è spesso vincente.
Facendo tutti gli scongiuri del caso che non fanno mai male anche per chi non è scaramantico come chi scrive questo articolo, è auspicabile che Spreaker spicchi il volo nel cyberspazio, perchè è un idea veramente originale e democratica dare la possibilità di trasmettere musica e voce in diretta o in podcast a chiunque sul web.
La forza di Spreaker è dal lato tecnologico, la disponibilità di un mixer virtuale che ha permesso anche a un “absolute beginner deejay” come il sottoscritto, di creare un podcast di musica progressive e un altro basato su interviste di attualità del lavoro.
Elena Artico ci ha colpito per la sua semplicità e gentilezza, da cui traspariva una grande forza interiore, è consapevole di dover lavorare duro per arrivare alla meta, ma non è spaventata da questo…anzi!
Con lei abbiamo parlato dei progressi di Spreaker e del futuro di questo servizio web veramente intelligente e originale.   http://www.spreaker.com/
Un esempio di cosa si può realizzare con Spreaker è questo webcast di nostra “produzione”: Progressive e rock show

progressive & rock show on Spreaker

Abbiamo già scritto di Spreaker su questo blog, all’articolo: Spreaker la social web radio per tutti

Allo stand FastWeb c’era un “ospite” di riguardo, la Yamaha M1 di Valentino Rossi

Aggiorneremo questo articolo con altre informazioni sulle aziende allo SMAU Roma 2010

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CLOUD STORAGE E WEB 2.0 _ Gestione remota dei dati domestici e aziendali

addvaslavros | 20 Marzo 2010


Pogoplug, è un dispositivo che connette ogni hard disk USB al network locale e in rete Internet in modo da poter condividere i dati dei computer è stato presentato da Cloud Engines, l’azienda ideatrice. Il nuovo Pocoplug, per 129 $ sarà la porta di accesso al “cloud storage“, un servizio online Cloud Engines che renderà a breve disponibili sul Web il backup, la sincronizzazione dei file, la stampa di foto e molto altro ancora. Un’evoluzione rispetto al semplice storage di rete di dispsitivi come lo Sharkoon USB Lan-port che offre semplicemente l’accesso ai dati di chiavi USB sulla rete LAN 10/100 del modem.

Il Cloud Storage è un ramo operativo del Cloud Computing che è ormai una tendenza visibile nel futuro. Questo tipo di archiviazione e condivisione remota dei dati, è basata sul collegamento Internet a server specializzati, che ha funzioni ben maggiori di un normale dispositivo NAS o media-sharing, per gestire dati, informazioni e documenti legati sia al business che al tempo libero. Il Cloud Storage è destinato a fare sempre più presa nelle case e nelle aziende perchè cresce sempre più il bisogno quotidiano di archiviare e gestire dati.

In particolare nelle aziende, ci sono carichi crescenti di dati e ambienti IT in continua espansione, che potrebbero fare leva su strutture già esistenti presso operatori di hosting e provider di servizi informatici di rete. Il migliore approccio all’erogazione delle risorse storage deve però tenere conto dei costi, della scalabilità, della disponibilità, della gestibilità e delle prestazioni. Se da un lato gli utenti possono usare il cloud computing per assicurarsi disponibilità e performance applicative superiori, dall’altro da una sondaggio di CommVault emerge la consapevolezza che occorre fronteggiare lunga serie di minacce e rischi intrinseci (intrusioni, furto di informazioni critiche, spionaggio industriale, violazioni della privacy, eventi calamitosi, pirateria informatica, ecc …) di cui gli operatori di questi servizi e i responsabili aziendali dell’IT devono tenere conto per poter mettere a frutto questa flessibilità.

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L’ iPad ha un cuore ARM, il processore dei futuri computer personali

addvaslavros | 10 Febbraio 2010

Partendo dal “fattore di forma” dell’ iPad, si può ipotizzare che dopo i personal  computer tower X86, i  notebook e i netbook, il “form factor” futuro porterà dei computer non solo portatili ma veramente personali. Nei prossimi anni il pc uscirà sempre più dagli schemi costruttivi e funzionali fin qui noti. L’Apple iPad può essere considerato l’anticipazione di due innovazioni tecnologiche che saranno sempre più diffuse: il processore ARM e la struttura del tablet pc con schermo touchscreen. E’ questa la formula costruttiva individuata per ridurre i costi e incrementare il potenziale d’acquisto verso il basso: proporre dispositivi leggeri, detti MID, acronimo di Mobile Internet Device, con interfaccia basata su Linux, Android o altri sistemi come Google Chrome OS. Questo video promozionale della Qualcomm di ben otto mesi fa’ prova che l’ iPad non è affatto una novità assoluta, ed abbiamo un’idea più precisa della “nuova” categoria di computer personali, chiamati anche smartbook …>>

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CHROME OS _ la rivoluzione epocale del Cloud Computing … ma Stallman dice no

addvaslavros | 23 Novembre 2009

Di Google Chrome OS ci siamo già occupati estesamente nel precedente articolo “Chrome OS il sistema operativo di Google” . Ora il miglior commento visto nel Web è quello pubblicato su Tom’s Hardware Guide di Manolo de Agostini (1) secondo il quale “fa sembrare gli altri sistemi operativi vecchi dinosauri”. Chrome OS con la sua variante totalmente libera Chromium, sono quindi un passaggio epocale per l’informatica, un punto di svolta che porta il cloud computing in diretta concorrenza, se non in antitesi totale con sistemi operativi come Windows e Linux.
E’ quindi fin troppo banale limitarsi a dire che Google Chrome OS sarà opensource, supporterà le architetture x86 e ARM, che sarà veloce (7 secondi di boot), semplice, sicuro e con un’interfaccia minimalista.
Tra i commenti più interessanti quello di Pino Bruno (2), giornalista e divulgatore scientifico, che esprime valutazioni suggestive: “Il codice sorgente di un programma informatico è una sorta di Graal digitale, simbolo di Conoscenza e Sapienza. E’ il core business delle software house , che lo custodiscono gelosamente (l’open source, sorgente aperto, è un altro mondo). La decisione di Google di rendere disponibile il codice sorgente del sistema operativo del 2010 – Chromium OS – è dunque una piccola rivoluzione copernicana. Per tanti motivi“. Tra le variabili più inquietanti di questa rivoluzione ci sono possibili “bachi” non solo informatici, ma anche industriali e societari, dell’atto “di fede” che si fa affidando in toto un computer, il suo sistema operativo e tutti i suoi dati alla struttura remota di unico operatore della Rete, sempre più somigliante al GF di Orwell. Secondo Bruno “restano molti interrogativi. Riconoscerà le periferiche? E come? Saremo liberati dalla schiavitù da driver? Chi garantisce l’accesso univoco al nostro caveau? E se Google un giorno dovesse passar di mano l’azienda ad altri proprietari (come è successo ieri a Skype)? I nuovi padroni rispetteranno i patti sottoscritti con la vecchia gestione oppure chiederanno un riscatto per restituire i file ai legittimi proprietari?“.
Queste valutazioni ci rammentano il vero e proprio anatema che Richard Stallman ha enunciato già un anno fa’ sulle applicazioni web based, di cui Google Chrome OS è la massima espressione. Secondo il leader della Free Software Foundation, il Cloud Computing minaccia i diritti di libertà e riservatezza in modo ancora peggiore del software proprietario : “Una ragione per non usare le web application è la perdita del controllo perchè i dati fluiscono liberamente tra qualsiasi postazione o thin client in giro per il mondo e i datacenter, ma a scapito della capacità del legittimo proprietario di disporne a suo piacimento“. L’avvento del cloud computing secondo Stallman non fa altro che riproporre l’antica questione del software free contrapposto a quello non libero: “È un male proprio come usare programmi proprietari“,  proprio per i gravi rischi sulla libertà personale: “Fate il vostro lavoro su un vostro computer con un programma che rispetti le vostre libertà: usando un programma proprietario sul server di qualcun altro si è senza difese. Vi state mettendo nelle mani di chiunque abbia sviluppato quel software“. Altri rischi, sempre per Stallman, si pongono perchè se all’inizio questi servizi possono apparire più economici (o addirittura gratuiti) rispetto alle abitudini attuali, nel medio/lungo periodo possono invece rivelarsi oltremodo costosi. Per le applicazioni aziendali c’è poi da valutare che l’intera mole di informazioni personali (foto, appunti, appuntamenti in agenda) o aziendali (budget, bilanci, piani strategici) resta affidata all’onestà e alla solidità di un solo “provider”, con tutti i rischi di boicottaggio o incidenti che questo comporta.

Link citati:

(1) http://www.tomshw.it/cont/news/chrome-os-convince-e-arrivata-l-era-glaciale/22886/1.html

(2) http://www.pinobruno.it/?p=4200

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CORTEX-A9. L’escalation competitiva di ARM

addvaslavros | 22 Ottobre 2009

Libera traduzione dell’ articolo “ARM’s Race Escalates with Cortex-A9“ , di Jim Turley, in Embedded Technology Journal, 22.9.2009. Turtley (V. profilo su Linkedin ) è un’analista che è un’autorità riconosciuta sui chip a microprocessore, la tecnologia dei semiconduttori, e sistemi embedded. In un precedente post abbiamo accennato a nuove alleanze industriali e sinergie che puntano sulle enormi potenzialità del processore ARM . Su questo Turtley ci da un responso autorevole, senza mezze misure, sul futuro dei pc: è in atto uno scontro globale, Intel/Windows Vs. ARM/Linux. Ci potrebbe essere un cambiamento epocale, o un nulla di fatto …

Nel settore militare, l’Osprey è un velivolo che decolla e atterra verticalmente come un elicottero. L’Osprey ruota le ali di 90 gradi, le eliche lo sollevano, le ali rotanti permettono il volo convenzionale. Geniale soluzione ingegneristica, ma un po ‘goffo a vedersi. Nel meno rischioso ma ugualmente competitivo mondo dei processori, anche ARM ha ha progettato un suo proprio Osprey, in questo caso chiamato ARM Cortex-A9. Il nuovo A9 svilupperà un velocità di clock di 2 GHz, velocità che è veramente inaudita per un nucleo ARM. Il precedente processore A8 è a malapena in grado di girare a 1 GHz, per giunta con qualche gioco di prestigio del silicio. A 2 GHz, il nuovo A9 diventa l’arma più potente dei produttori dell’ARM.
Come ha fatto ARM a raggiungere tali prestazioni? Si potrebbe dire che è stato una correzione del carente A8, ma sarebbe ingeneroso. Un’analisi più benevola mostra che A9 ha effettivamente una “pipeline” più breve dell’A8, di solito l’antitesi di alta efficienza e velocità. Ma il set di istruzioni di A8 operava in modo volutamente rallentato per permettere l’attuazione di operazioni specifiche. E’ anche normale che ci sia voluto un certo tempo per sviluppare il primo nucleo di processore superscalare mai realizzato in ARM . Ora che la società e i suoi licenziatari hanno l’esperienza di questo nucleo ARM superscalare, potrebbero mettere a punto i path logici, crearsi un certo margine, aggiornare il core, e proseguire nello sviluppo di versioni più veloci e potenti.
I miglioramenti includono una migliore unità di calcolo in virgola mobile. L’A8 era a nucleo singolo, mentre A9 può avere due, o quattro nuclei, a seconda delle opzioni dei produttori. L’azienda prevede che alcuni sub-produttori mantengano ancora la licenza A8 invece della A9, considerando il divario di costi che c’è tra i due processori.
ARM infatti, per lunga tradizione, progetta e poi affida a terzi licenziatari la totalità della produzione. Nell’elenco dei sub-produttori su licenza ci sono i soliti “sospetti”: Texas Instruments, Ericsson, nVidia, NXP, Toshiba, e un nutrito gruppo di clienti anonimi.
L’A9 viene fornito assieme a coprocessori di accelerazione: Jazelle per Java, TrustZone per operazioni di sicurezza, Neon per la grafica. Questi acceleratori sono sempre parte integrante del nucleo del microprocessore e non possono essere rimossi per risparmiare spazio o potenza. Non servirebbe, essi rappresentano solo una minima frazione della dotazione e consumano poca energia.
A9 potrà eseguire calcoli complessi senza alcun problema essendo realizzato con circuitazione da a 45 nm (45 nanometri) ottimizzata per l’efficienza di consumo energetico.
Per un confronto, un processore di tipo x86, come l‘Intel Atom N270 offre circa 2.000 Dhrystone MIPS a 1,6 GHz, misterioso parametro per cui ARM può vantare qualcosa come 5X di prestazioni (il quintuplo !), con una frequenza del 25% più veloce di clock. Un dato di importanza cruciale in dispositivi che devono offrire buone prestazione a costi bassissimi come i computer netbook. Ed è un dato di fatto che con l’A9 tutta questa potenza computazionale si ottiene consumando pochissima energia: 2 Watt appena.
Utilizzando per accertare le prestazioni l’affidabile EEMBC test CoreMark, l’A9 ha circa un vantaggio 2x su Atom N270. In altre parole, offre le stesse prestazioni circa alla metà della velocità di clock. E un quinto del consumo elettrico. Non è un cattivo compromesso, finché non hai bisogno di compatibilità x86.
Quest’ultimo aspetto evidenzia la peggiore frustrazione del lavoro svolto dai progettisti di questo microprocessore. Non importa quanto veloce, efficiente, potente possa essere la tua CPU è, ciò non la fa sfuggire all’inerzia umana. La compatibilità è una forza potente dell’universo, e nessun progresso ingegneristico la può superare. I computer della tipologia netbook, nettop, mini-pc, e gli smartbook possono essere una seconda possibilità per i processori che come ARM potrebbero superare la posizione dominante e oligopolistica di Intel nel mercato informatico. Invece, anche questa tipologia di pc è tuttora un’altra nuova nicchia per la vecchia architetture x86, che continua a dominare con l’onnipresente ATOM, anche se è molto meno redditizia. Si “scopre” che la gente vuole computer che si comportano come PC Windows, e non piccoli notebook Linux a 350 dollari. Quindi, è questo totem della compatibilità X86/Windows la peggiore minaccia del binomio ARM/Linux .
Sul fronte hardware, ARM ha quasi tutto ciò che il MIPS, PowerPC e x86 venditori offrono. Sul lato software, la storia ARM va di bene in meglio. E’ di fatto l’architettura unica per il wireless e i cellulari, grazie ad alcuni successi di progettazione con i primi telefoni cellulari europei. Ciò che il primo Personal Computer IBM Modello 5.150 è stato per il destino di Intel, per i primi telefoni cellulari è stato ARM. La legione di licenziatari ARM ha prodotto più processori a 32 bit di chiunque altro. Solo lo scorso anno, 4 miliardi di nuovi chip basati ARM piazzati sul mercato.
ARM col suo Cortex-A9, ponendosi come minaccia alla potenza di Intel e dei suoi processori X86, non può sottrarsi al destino di tutte le produzioni di assoluta eccellenza tecnologica, non può evitare un verdetto senza appello: le decisioni solitamente irrazionali e disinformate del mercato. Per il momento, ARM e Intel x86 dominano gran parte del paesaggio delle piattaforme informatiche, mentre alle altre architetture restano soltanto piccole nicchie.
Con il suo Cortex-A9, ARM appare pronta a proseguire il suo decollo verticale.

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FINE DEL DOMINIO INTEL E MICROSOFT. PER NETBOOK E MINI-PC NUOVI PROCESSORI ARM, MIPS E SISTEMI OPEN SOURCE

addvaslavros | 10 Giugno 2009
Le strategie di Asus, Dell, HP, Acer, Canonical, Google e Free Software Foundation nel settore dei mini-PC ultraeconomici porteranno entro il 2010 a nuove piattaforme open source per netbook e mini-PC con prezzi attorno a 250 $. E’ quanto si è visto a Taipei, dove si è tenuto il Computex 2009. In quella sede, esponenti di vertice di ARM (Texas Instruments), Asus e Google si sono incontrati il 1° giugno 2009. Il calibro delle aziende e l’alto livello degli esponenti presenti a quel tavolo conferma ulterioremente che è in atto un attacco in forze su un’enorme filiera di “mercati target” in cui non ci sono solo i mini-PC come netbook e nettop. La posta in gioco è ben più alta: le televisioni digitali, dispositivi per streaming video e audio, set-top boxes, Wi-Fi, DVD recorder e ad alta definizione, applicazioni VoIP. La solitudine di Atom è minacciata da ARM e MIPS, processori che a costi e consumi ridottissimi promettono tanta potenza.

Ma in lotta fra loro ci sono anche Canonical e Google con i loro sistemi operativi UNIX-Linux: Ubuntu contro Android. La svolta dell’informatica libera e l’estendersi del modello economico open source sta per diventare un fenomeno di massa? C’è infatti da registrare che anche la Free Software Foundation è di fatto scesa in campo, e che alcuni produttori stanno uscendo con dispositivi “embedded” totalmente open source, schede madri e bios compresi ! E’ questo il caso dei mini-pc con processore ARM - Texas Instruments come il netbook Freescale, nell’immagine sopra (un innovativo mix fra netbook, tablet pc e touchscreen integrale) e della Beagle Board, minuscola scheda madre all in one in grado di ridicolizzare l’Intel Atom quanto a potenza, costi e consumi elettrici (150 Euro - 2 W) _   [  LEGGI TUTTO >> ]

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NUOVE TECNOLOGIE E LIBERTA’ DEMOCRATICHE _ CITTADINANZA ATTIVA CON WEB E IP TV

addvaslavros | 5 Gennaio 2009

Al Centro Congressi dell’Università di Roma La Sapienza, il 15 Ottobre 2008, la Telematics Freedom Foundation >> ha organizzato il convegno “IP-TV 2.0 - Dal produttore al consumatore? Il ruolo di standard aperti e software libero per portare la scelta della Web TV nel salotto degli italiani” nel corso del quale si illustrava lo stato dell’arte dei più promettenti progetti di Media Center (MC) della comunità FLOSS >> (Free/Libre Open Source Software), e che aveva il seguente abstract:
Specialisti del settore presentano progetti e discutono sulla convergenza di PC e TV, attraverso la nuova IPTV aperta e Media Centers, ed il ruolo di standard aperti e software libero per massimizzare sia la libertà degli utenti, che la piena maturazione della potenziale domanda di banda e servizi remoti.
Qui sono disponibili video e presentazioni >> dei relatori.
Telematics Freedom Foundation è un’organizzazione che ha come fine la promozione della democrazia, compresa la democrazia mediatica e globale, attraverso la promozione di soluzioni telematiche che consentono la protezione all’ampliamento e all’estensione dei diritti alla comunicazione e la partecipazione di tutte le persone. Un tema interessante è lo sviluppo di “strumenti tecnici per l’auto-gestione democratica di organizzazioni di qualsiasi dimensione con scopo sociale, politico e mediatico”.

In concreto sta sviluppando un Progetto FREEDOM BOX, che mira a promuovere larga diffusione e standardizzazione di TV Media Centers connessi al web che siano per chiunque facili ed economici, e da chiunque verificabili e modificabili. Il nome provvisorio del box Media Center in sviluppo è ZBOX. Il progetto prevede lo sviluppo e la commercializzazione su larga scala in Italia di un set-top-box TV Media Center dal costo di circa 300 Euro, dotato di TV Digitale, Internet e telecomando con tastiera di tipo qwerty; progettato per offrire una scelta di contenuti ed una semplicità d’uso senza precedenti, oltre a posta elettronica, telefono VoIP e navigazione web.

Come strumento informatico di democrazia diretta ha fondato il sito Decidiamo.it - Partecipa alle Sedute della Camera >>. Il sito ha il fine di far sentire la voce dei cittadini in Parlamento: “Vota, Proponi, Sostieni le proposte di altri cittadini, Commenta a favore o contro ogni contenuto e discussione. Pochi giorni prima delle Sedute parlamentari, gli argomenti più discussi e le proposte con più sostenitori verranno stampati ed inviati per posta al Parlamento, come forma di pressione sociale verso i politici affinché seguano la volontà dei cittadini. Invita tutti i tuoi amici a partecipare!”
L’interattività della Web TV può essere uno strumento di libertà e democrazia diretta? Internet può potenziare l’accesso dei cittadini nelle istituzioni e nelle strutture democratiche ?

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