PARLAMENTO EUROPEO, Seduta plenaria 23-26 Novembre 2009: Internet “diritto fondamentale” dei cittadini europei (… Maroni lo sa?)
addvaslavros | 16 Dicembre 2009L’accesso a Internet, è un “diritto fondamentale” dei cittadini europei. Secondo quanto comunicato dal sito ufficiale del Parlamento Europeo di Strasburgo europarl.europa.eu/ in base all’accordo raggiunto con il Consiglio, qualunque provvedimento che restringa l’accesso a Internet potrà essere imposto solo se ritenuto “appropriato, proporzionato e necessario” in una società democratica. E a condizione che, “nel rispetto del principio della presunzione d’innocenza e del diritto alla privacy“, sia garantita “una procedura preliminare equa ed imparziale, compresi il diritto della persona o delle persone interessate di essere ascoltate“. Dev’essere inoltre garantito “il diritto ad un controllo giurisdizionale efficace e tempestivo“.
I deputati hanno ottenuto che all’accesso a Internet sia riconosciuta, per la prima volta al mondo, una protezione giuridica equivalente a quella garantita a un diritto o a una libertà fondamentale. Gli Stati membri hanno tempo fino al 24 maggio 2011 per adattare la propria legislazione a queste nuove garanzie. La nuova legislazione include inoltre regole per:
* l’armonizzazione delle norme sulla gestione delle frequenze radio nell’UE, specialmente in vista del passaggio (switch off) dalla TV analogica a quella digitale, previsto nel 2012
* il miglioramento della cooperazione fra le autorità di telecomunicazioni degli Stati membri
* la facoltà di procedere alla cosiddetta “separazione funzionale”, che permette agli operatori dominanti sul mercato di creare entità commerciali separate, con l’obiettivo di commercializzare l’uso delle proprie infrastrutture di rete.
Confermando la sua lontananza dalle tutele della Costituzione Repubblicana, ma anche da questi perentori principi di libertà e democrazia dettati dall’Europarlamento, il Governo per bocca del Ministro Maroni ha annunciato che il Consiglio dei ministri esaminerà nuove, più rigide norme sulle manifestazioni e su internet, parlando di “misure più adeguate e urgenti” per cui è ipotizzabile che il Governo agisca per decreto … ma per fortuna c’è tempo fino al 24 maggio 2011 per riparare.
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