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WIKILEAKS ALL’ATTACCO DELL’AFGHANISTAN … E DEI BAVAGLI CENSORII _ “La verità vi renderà liberi” [Giovanni 8, 32]

addvaslavros | 27 Luglio 2010

L’articolo DEMOCRAZIA E INFORMAZIONE _ WIKILEAKS _ “La verità vi renderà liberi” [Giovanni 8, 32] è stato pubblicato su questo sito il 9 Giugno 2010, circa un mese e mezzo prima che WikiLeaks scuotesse l’opinione pubblica, vertici politico-militari e le coscienze del mondo con la rivelazione e pubblicazione dei 90.000 documenti segreti che fanno esplodere riprovazione e dissensi sulla “missione di pace” in Afghanistan.
L’orgoglio che WebArgentarivs_IT abbia in certo modo intuito così presto il potenziale del servizio dato da WikiLeaks c’è; è stata gratificante per noi quest’intuizione su cosa si potevano “accendere i riflettori” del giornalismo internazionale. Ma sarebbe meschino, e forse un tantino narcisista, evidenziare solo questo aspetto.
A WikiLeaks l’onore, purtroppo assieme all’onere e al rischio cui si è esposta, di questa massa documentale su cui si rischia grosso, forse anche la vita, senza contare che tutto avviene per merito di un giovane militare che sta pagando col carcere.

Ma ciò comprova quello che in molti, senza riscontri certi, denunciano da tempo: in Afghanistan, non c’è una guerra “per la democrazia” o “contro il terrorismo”, ma c’è guerra sporca, il turpe macello di giovani soldati e civili inermi, il cinismo sanguinario di strategie inconfessabili; ma soprattutto c’è disinformazione, mistificazione e censura dei media. L’Afghanistan è la solita oscura tragedia del potere, il frutto malefico di strategie inconfessabili e di conflitti senza fronti certi, nè nemici schierati e in divisa. Una storia già vista in Irak, nel Golfo, a Gaza, o in Vietnam e (tuttora?) tra le due Coree. Significativo su questo quanto dichiarato da Julian Assange, il fondatore di WikiLeaks, in merito ai report segreti dell’Afghanistan:

“È compito del buon giornalismo parlare degli abusi di potere, e quando gli abusi di potere sono messi in luce c’è sempre una reazione contraria … potrebbero esserci prove di crimini di guerra. Starà a un tribunale decidere se qualcosa è un crimine … nel materiale sembrano esserci prove di crimini di guerra“.
Questa verità, già dissimulata da governi in malafede e media manovrati, e oggi rivelata e documentata da WikiLeaks, si traduce in una dura lezione anche per chi, qui in Italia, sta esponendo a rischi letali centinaia di vite con il massiccio spiegamento militare italiano. Uno smacco per chi sta abusando di cariche istituzionali, millanta impegni internazionali mai esplicitati, neppure in Parlamento, in fregio (l’ennesimo) ai principi fondanti della Carta Costituzionale: “L’Italia ripudia la guerra come … offesa alla libertà degli altri popli … e come risoluzione delle controversie internazionali” (art. 11 Cost.).
La verità di WikiLeaks è una lezione di democrazia dell’informazione, un vento potente di libera verità proclamata ai popoli che colpisce come schiaffo infamante, e copre di ridicolo, chi continua a mentire sapendo di mentire. E che, non contento di ciò, vuole anche leggi bavaglio, lacciuoli e sbarramenti contro la libertà, l’informazione (scritta, in video e on-line), la giustizia.

WikiLeaks è un archetipo di ciò che può fare l’informazione libera in una vera democrazia. Il contrappeso dei poteri che si arrogano il diritto macchiavellico del “fine che giustifica i mezzi”, l’arbitrio che rifugge da ogni regola etica, giuridica e democratica, e che rifiuta ogni controllo sia dell’opinione pubblica che dell’elettorato.

Forza WikiLeaks ___”La verità vi renderà liberi” [Giovanni 8, 32]

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Democrazia e diritti civili, ICT
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Afghanistan, bavaglio, censura, Costituzione, informazione, Wikileaks
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CEBIT 2010 _ Presentata la prima opera sulla gestione elettronica dei documenti in Europa

addvaslavros | 9 Giugno 2010

anorc

Al Cebit 2010 >, la più importante rassegna mondiale sull’informatica e le telecomunicazioni che si è tenuta ad Hannover è stata presentata la pubblicazione “Legal Requirements for Document Management in Europe“, prima pubblicazione sulla gestione elettronica dei documenti in Europa. Le soluzioni di fatturazione elettronica e di conservazione sostitutiva possono apportare nei processi aziendali elevati risparmi economici e notevoli benefici, quindi l’opera è uno strumento importante per avere un quadro complessivo della normativa fiscale e tecnica di riferimento nel contesto nazionale e internazionale.
L’opera che è stata sviluppata dall’associazione internazionale VOI con il supporto di Docuware, tratta in modo collettaneo delle normative europee sulla fatturazione elettronica e conservazione digitale dei documenti e  della posta elettonica, analizzando la situazione di Austria, Francia, Germania, Italia, Spagna, Svizzera e Regno Unito.
La normativa italiana relativa alla conservazione digitale dei documenti è a cura dell’Avv. Andrea Lisi - Presidente Anorc. Gli altri autori sono Markus Andréewitch (Andreéwitch & Simon), Herbert F. Maier - Austria, Philippe Martin (Bureau von Dijk) - Francia, Stefan Groß, Dr. Nils Hallermann (Peters, Schönberger & Partner - Germania, Alberto Olivares Antolín (Ernst & Young) - Spagna, Bernhard Blum (Ernst & Young) - Germania, Alan Shipman (Group 5 Training) - U.K.
[ Leggi qui il "Legal Requirements for Document Management in Europe" >> ]

Per un’analisi critica della complessa materia vedasi anche M. Iaselli, La PEC e le disposizioni in materia di amministrazione digitale: problemi interpretativi e contraddizioni, 9.5.2010, in StudioCelentano.it

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Compliance, ICT, documento informatico
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2010, ANORC, CEBIT, conservazione, digitale, documenti, elettronica, email, fatturazione, Lisi
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DEMOCRAZIA E INFORMAZIONE _ WIKILEAKS _ “La verità vi renderà liberi” [Giovanni 8, 32]

addvaslavros |

Sempre più serrato il confronto su decreto intercettazioni, giustizia, riforme costituzionali, libertà di espressione e diritto di informazione. Prese di posizione - verosimilmente meno faziose - arrivano anche dalla stampa estera e dal Vaticano. Dopo le critiche dagli USA sul depotenziamento della lotta a mafia e corruzione, per il Financial Times “a credible reform of the legal process will be virtually impossible while Mr Berlusconi remains in power, given the patent conflict of interest his myriad legal problems have created for him“. Il segretario generale della CEI, Mons. Crociata, nella conferenza stampa tenuta il 25 maggio dopo l’assemblea generale della Cei ha dichiarato: “I beni in gioco, cioè la tutela dei singoli individui, l’ordinamento della giustizia, le esigenze della solidarietà e della comunicazione, siano salvaguardati tutti, insieme ed equilibratamente“.

Anche per l’Italia, come in molte parti del mondo, è oggettivo constatare una tendenza a crescenti misure di repressione, censura e limitazione della libertà di informazione. Contro questo attacco a diritti fondamentali, ai massimi livelli in paesi come l’Iran, la Cina, ex blocco sovietico, Medio Oriente e Africa Sub-sahariana, è da tempo attiva Wikileaks.org >> , una Wikipedia dell’ informazione libera e non censurabile, destinata alla pubblicazione massiva e all’analisi di documenti che per vari motivi siano stati tenuti segreti da stati e aziende, o di articoli di stampa e dei media mai pubblicati a causa di decisioni giudiziarie, minacce o censura.  Un esempio di informazione anti-segretezza di Wikileaks sull’Italia è il “Rapporto Caio su sviluppo banda larga in Italia” [ vedi qui >> ] un piano riservato per il governo italiano sulla banda larga e sullo spinoff della rete fissa di Telecom Italia pubblicato sul sito Wikileaks anti-segretezza, in cui c’è un’analisi non pubblica sulle strategie societarie e industriali del settore che rende più trasparente per azionisti e utenti capire cosa sta accadendo nella più grande azienda di TLC d’Italia (anche la fusione Telecom/Telefonica).

Citando testualmente Wikileaks :

Siamo convinti che non siano soltanto i propri cittadini di un particolare paese ad essere i responsabili dell’onestà del loro governo, ma che il vigilare sulla democrazia sia un compito anche dei cittadini di altri paesi, che devono osservare e controllare l’onestà dei comportamenti governativi in tutti i paesi del mondo. Finora abbiamo ricevuto piu’ di 1,2 milioni di documenti. Secondo alcune proiezioni, nei nostri programmi potremmo superarare numericamente il contenuto della Wikipedia in inglese con documenti pubblicati tramite il leaking.

Wikileaks sará costruito e sviluppato in modo di essere impermeabile a qualsiasi attacco politico e di sottrarsi a qualsiasi attacco legale. Sotto questo punto di vista si sottrae alla censura, ed é virtualmente incensurabile. Dal punto di vista tecnico, Wikileaks integra tecnologie e versioni modificate ad hoc dei programmi FreeNet, TOR, PGP, ed altri software di propia progettazione. Wikileaks è stato fondato da dissidenti cinesi, da matematici, e da compagnie tecnologiche “startup”, in vari centri che includono Taiwan, l’Europa, l’Australia, ed il Sudafrica. Il nostro gruppo di consiglieri è ancora in formazione, ed include rappresentanti di espatriati russi e comunita di rifugiati tibetani, giornalisiti, un ex-analista dell’inteligence nordamericana e crittografi.

… un attacco politico diretto contro Wikileaks si vedrebbe come un grave errore dei dirigenti occidentali. Nonostante tutto, siamo preparati tecnicamente e strutturalmente per far fronte ad ogni attacco legale con l’aiuto di un gruppo di avvocati americani ed europei … organizziamo quella che riteniamo una giusta agenda dei diritti umani, ma fisicamente i computer-server sono operati da volontari anonimi. Dal momento che non abbiamo alcun interesse commerciale nel software, non e necessario restringere la sua distribuzione. Nel caso poco probabile che Wikileaks debba confrontarsi a minacce legali o intimidazione economica o fisica per rendere il software censurabile, vi sono molti altri che possono continuare il lavoro in altri paesi, scavalcando frontiere e giurisdizioni tramite il Wi-Fi, e ricorrendo ad espedienti informatici per bucare i firewall censori, come il cambio di IP.

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Democrazia e diritti civili, social web
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censura, informazione, libertà, stampa, Wikileaks
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PLUG COMPUTERS _ the only limit is your immagination !

addvaslavros | 26 Maggio 2010

C’è un progetto aperto di software, in pratica un web server, che si sta sviluppando sull’onda di un motto alquanto significativo:” the only limit is your imagination“. Il suo nome è Tonido APPS [ v. qui articolo precedente, comune con Opera Unite > ] una suite di applicazioni di rete “cloud computing”, dove la “nuvola” è il web, il non-luogo on-line-on-air dove sempre più utenti potranno pubblicare, distribuire e condividere i dati presenti sui dischi fissi dei loro computer.
Ma Tonido è anche un server fisico, un NAS - uno dei Network Attached Storage, i dispositivi dedicati alle memorie di massa accessibili in rete - che prende il nome di Tonido PLUG. Come tutti i server, deve restare sempre attivo, quindi ha un consumo elettrico contenuto in soli 5 Watt. Il Tonido PLUG però ha potenzialità incredibili per un oggetto grande come un alimentatore elettrico, e può essere considerato un computer miniaturizzato perchè con varie fogge e denominazioni, si colloca sotto un’unica matrice tecnica, il “ceppo di famiglia” dei nuovi PLUG COMPUTER [ qui sito ufficiale > ]  tutti affratellati dal ritmo di clock di un unico cuoricino pulsante:
- Marvell Sheeva 88F6281 > RISC Architecture ARM processor 1.2 GHz (Standard)
- Marvell Sheeva 88F6282 > RISC Architecture ARM processor 2.0 GHz (Turbo Version)
Il Tonido PLUG e i tanti altri partner/prodotti basati sulla tecnologia Marvell Sheva sono tutti qui >
La straordinaria flessibilità e potenza generata con soli 5 watt di consumo è quindi frutto dell’eccellenza tecnologica dei processori ARM. Per quello che più qui interessa, è bene evidenziare che siamo di fronte ad un sistema aperto, un’open source, con un’attiva community in cui si stanno sviluppando molte diverse applicazioni per i piccoli plug computer ARM based. Qui, cari sviluppatori di codice informatico aperto e GNU-Linux, il motto ” the only limit is your imagination“ significa una sola cosa: c’è pane per i vostri denti . Infatti dalla slot SD, secondo le compatibilità del processore ARM e i dettami dell’open source, solo la vostra fantasia determinerà quale sistema operativo avviare al boot. Qualcosa di esistente, come Debian, Ubuntu, Fedora, Gentoo, FreeBSD o magari chissà Android e Chrome OS, oppure un sistema nuovo costruito ad hoc, secondo le più sfrenate e perverse ambizioni.
Tra gli oggetti che potranno suscitare turpi istinti in chi sviluppa informatica libera c’è il GuruPlug Server Plus > che, simulato un acquisto presso il rivenditore Globalscale ha un costo di 140 Euro (compresa spedizione). Questo mini-pc dispone di due NIC gigabit, due USB 2.0, eSATA a 3 Gbps, slot micro SD esterno, 512 giga di RAM, WLAN, Bluetooth, JTAG, U-SNAP. “Only limit is your imagination” per server NAS, P2P privato e criptato, VPN in SSL, Media Center, video-sorveglianza … IPTV e cloud appliances.

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ARM, Cloud computing, Linux, Web 2.0 _ web semantico _ metadati
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ARM, GNU, Linux, Mavell, Open Source, Plug Computers, Sheva, Tonido
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ICT as a Service: moda od opportunità per le PMI?

argentarius | 20 Maggio 2010

Su osservatori.net Raffaello Balocco e Andrea Rangone del Politecnico di Milano, hanno pubblicato un rapporto sulla diffusione nelle PMI italiane dei servizi ICT in modalità SaaS (Software as a Service). L’adozione per le strutture ICT dati, voce in VOIP, storage, CRM, ecommerce (per fare alcuni esempi) via IP web based in SaaS, è per le PMI italiane ancora in embrione.
Di qui il titolo di questo post sui servizi web in SaaS: è una moda o un opportunità? Noi propendiamo per la seconda ipotesi, ben sapendo come evidenzia l’articolo di Balocco e Rangone, che rispetto a temi di innovazione tecnologica orientata sul web dei processi ICT nelle PMI italiane, siamo ancora all’anno zero. E’ un problema di “cultura web”, di filosofia del tutto-in-casa-più-sicuro, oppure di italico digital divide? Pensiamo che ognuno di questi ed altri fattori giochino a fare dei servizi ICT in SaaS, col software come servizio in IP web based, una nicchia da 3% delle PMI italiane. Il SaaS in Italia nell’articolo del Politecnico di Milano >>

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ICT, Web 2.0 _ web semantico _ metadati, Web 3.0, WebDAV _ SaaS
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cloud storage, digital divide, ICT, PMI, Politecnico Milano, saas, software as a service, software servizio, software web, VOIP
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TONIDO APPS E OPERA UNITE _ evoluzione dal Cloud Computing ai Server Web personali

addvaslavros |

Secondo un concetto connaturato con il web e sviluppato dalla filosofia applicativa del cloud computing, l’uso del pc in rete sta evolvendo con esiti straordinari sulle abitudini individuali, sulle relazioni sociali e sui meccanismi dell’economia. Da un vissuto dell’informatica personale, passivo e contemplativo, la potenza trasmissiva delle Reti permette una sempre più semplice circolazione di saperi, esperienze e idee. E’ l’esplosione della comunicazione “da uno a molti”. Esemplificando, si può essere allo stesso tempo fruitori (CLIENT) e fornitori di contenuti e servizi (SERVER), visitatori e webmaster, consumatori e produttori, cittadini e promotori di pubblici interessi. Questo avviene perchè oltre a ricevere i contenuti Web è sempre più comune trasmettere fuori, nella Rete, i contenuti del proprio computer.

Questo cambio di passo si deve soprattutto al browser che da semplice navigatore che era sta diventando una piattaforma multifunzione, tende ad assorbire all’interno della sua finestra un intero computer, e trasmette sui protocolli TCP/IP non solo dati ma anche contenuti multimediali, applicazioni e programmi.
Ecco perchè ogni computer moderno non è più un CLIENT ma sta per diventare un SERVER. Citando Vikipedia, il browser ormai non è più un semplice ricevitore passivo di dati, ma è il componente capace di trasformare un vecchio pc in un potente SERVER che fornisce servizi agli altri computer connessi, a prescindere dall’hardware (magari obsoleto) e dai programmi che sono installati sul disco fisso.
In questo senso, l’ultima tendenza non è più soltanto l’applicazione non residente ed eseguita in remoto come Yahoo, Google Apps, WordPress e Flickr, ma è rendere ogni computer connesso alla Rete Internet un potenziale web server, erogatore di servizi web 2.0, cloud computing e storage.
Le funzionalità veicolate sul browser che operano la trasformazione dei computer in server comprendono le seguenti applicazioni di rete:
File Sharing - Per accedere ai file da altri computer in rete
Cloud Storage - Stocaggio, salvataggio e ridondanza dei dati gestita in remoto
Media Center - Per la fruizione e la condivisione di audio, video e immagini su reti locali (in casa, nelle intranet aziendali) e su Internet
Social Network - Per comunicare testo, voce e dati in tempo reale con chi è collegato a Internet
Web Server/CMS/WebDAV - Per gestire contenuti e pubblicare siti Web, blog, documenti condivisi e archivi di files .
Per questa evoluzione del computer personale in server, quindi aliena ai vecchi thin client, ovvero “terminali stupidi”, spiccano due suite a ciò dedicate: Tonido Apps e Opera Unite. Con questi web server, il cloud computing diventa personale e localizzato, per cui i dati non vanno trasmessi e pubblicati con l’upload su server di terzi, ma restano sul proprio computer personale. Opera e Tonido quindi realizzano un nuovo cloud computing “granulare”.
La fusione SERVER/CLOUD COMPUTING sui browser permette la nascita di milioni di “nuvole” informatiche personali, diffuse e generalizzate, che restano localizzata e residenti sui pc di case, uffici o aziende.

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Cloud computing, opera unite, Server, tonido apps
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STORICA SENTENZA DELLA CONSULTA: IL SOFTWARE LIBERO E’ UN DIRITTO COSTITUZIONALE

addvaslavros | 25 Aprile 2010

Questo, il dispositivo della Sentenza della Corte Costituzionale n.122 del 22/03/2010 >>

dichiara l’illegittimità costituzionale degli articoli 1, comma 3, e 3 della legge della Regione Piemonte 26 marzo 2009, n. 9 (Norme in materia di pluralismo informatico, sull’adozione e la diffusione del software libero e sulla portabilità dei documenti informatici nella pubblica amministrazione);

dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale degli articoli 4, comma 1, 5, comma 1, e 6, commi 1 e 2, della suddetta legge della Regione Piemonte n. 9 del 2009, promosse, in riferimento all’articolo 117, secondo comma, lettere e) ed l), della Costituzione, dal Presidente del Consiglio dei ministri con il ricorso indicato in epigrafe [ Qui il video dell'udienza >> ]

E’ questa una sonante affermazione di legittimità dell’Open Source anche nell’uso quotidiano della Pubblica Amministrazione, che conferma la preferibilità dei programmi a codice aperto anche in caso di share alike - lo scambio di programmi fra uffici pubblici - perché non viene violata alcuna norma relativa alla libera concorrenza. Per la Corte, preferire Software Libero non viola la libertà di concorrenza, in quanto la libertà del software è una caratteristica giuridica generale e non una caratteristica tecnologica legata a uno specifico prodotto o marchio. La pronuncia confuta senza appello le argomentazioni inconsistenti di quanti, fino ad oggi, si sono opposti all’adozione di norme che favoriscono il software libero per un presunto conflitto con il principio di “neutralità tecnologica”.

Per la Corte però “Anche il software cosiddetto “libero” costituisce un’opera dell’ingegno e, pertanto, è oggetto di diritto d’autore come ogni altro programma per elaboratore“. In pratica, un software open source con licenza GPL non è da ritenersi totalmente privo di diritti d’autore e condizioni d’utilizzo. Per garantire piena libertà agli utenti, le licenze open source “impongono precisi limiti alla possibilità di modificare (o negare) i diritti di quest’ultimo“. In funzione del livello di contribuzione richiesto all’utente (gratuità), di disponibilità del codice sorgente (trasparenza) o di importanza data alla nozione di proprietà (diritti d’autore), i software sono designati con i termini di dominio pubblico, liberi, freeware, shareware o proprietari. È la natura della licenza associata al software a determinare l’appartenenza a una delle categorie suddette. Il concetto di software libero è, quindi, associato all’insieme di software coperti da un tipo di licenza particolare: le licenze di software libero. Ma questo non significa che il software libero sia codice informatico senza diritti, esso resta governato dalle disposizioni della licenza e l’autore del software resta il titolare dell’insieme dei diritti di autore. Pertanto, libertà di utilizzo, copia, modifica e distribuzione di licenze open source, non corrispondono automaticamente a gratuità assoluta e non giustificano un disconoscimento dell’opera d’ingegno. Per averne una riprova basta verificare i principi del c.d. copyleft che sono stati formalizzati dalla FSF - Free Software Foundation nella cosiddetta General Public License (GPL), attualmente evoluta nella nuova GPLv2 >> . Il cliente di accordo GPL è vincolato a utilizzare a sua volta la GPL e dovrà, quindi, fornire il codice sorgente delle estensioni realizzate. In altre parole, la GPL è un modello di licenza ricorsivo. Il codice e le “libertà” a esso associate diventano così legalmente inseparabili.

Per maggiori dettagli su questa pronuncia e sui principi giuridici che ne scaturiscono, vedi qui articolo su Altalex di Stefano Cresta .

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Facebook, social network e minori, i genitori ultima frontiera di difesa

argentarius | 18 Aprile 2010

Le statistiche recenti indicano che l’età media degli utenti di Internet e dei social network come facebook, YouTube e messagging come MSN sta diminuendo sempre più, diventando un fenomeno di massa adolescenziale, se non tardo infantile. I minori che fanno uso di questi strumenti di comunicazione e condivisione sul web, aumenta quasi esponenzialmente.
Su dati relativi al 2009 facebook fa la parte del leone, oltre il 50% dei ragazzi fra i 12 i 14 anni è registrato sul popolare sito delle facce e il 17% ha dichiarato che si sarebbe iscritto. Vanno forte anche chat e messenger, video sharing con il 75% dei ragazzi che pubblicano o vedono video su YouTube e il 40% ha un blog.
La SIP (Società Italiana Pediatri) indica che i comportamenti a rischio sono frequenti con:
- 20% che dice di aver pubblicato il proprio numero di telefono sul web
- 30% degli adolescenti che riferisce di parlare di sesso sul web
L’evidenza drammatica di questi dati, è la non consapevolezza dei rischi che comporta la pubblicazione dei dati personali e delle immagini.
Occore più informazione e consapevolezza a partire dagli adulti, per usare serenamente e senza rischi questi strumenti fantastici di comunicazione e condivisione, stando al sicuro dai pericoli della diffusione selvaggia di dati personali e immagini dei minori.

Vai all’articolo>>

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SMAU Roma 2010 - ICT e Impresa in Italia

argentarius | 26 Marzo 2010

Information Communication Technology dall’acronimo ICT, è ormai uno dei fattori di sviluppo e nuove opportunità per le imprese, soprattutto per le PMI (piccole e medie imprese) potenzialmente lo sfruttamento delle autostrade dell’informazione, sarebbe una spinta potente all’uscita dalle secche della crisi, anzi allo sviluppo grazie ai nuovi scenari del web 2.0 e anche agli strumenti di marketing e interazione, messi a disposizione dai servizi di social networking (facebook e Twitter su tutti), ma queste leve strategiche sul web in Italia sono ancora poco sfruttate dalle imprese, per una scarsa conoscenza dei management del fenomeno ICT.

Le due immagini di apertura dell’articolo sul questo SMAU Business 10 le abbiamo scattate alla Nuova Fiera di Roma, uno degli eventi espositivi di questa manifestazione itinerante per l’Italia, che vuole essere il punto di incontro fra i produttori-fornitori di soluzioni ICT e gli imprenditori o il management delle imprese sul territorio, in questo caso il “target” è stato Roma e il Lazio con la diversificata rete di attività commerciali e PMI.
Una pratica agenda degli spazi espositivi e degli eventi, distribuita dalle hostess all’ingresso del padiglione dava l’idea dell’evento su cinque aree ideali di interesse:

Innovare e competere con le ICT: casi di successo | Laboratorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione | SMAU trade - il canali ICT in italia | Percorsi dell’innovazione: dall’idea al business; Directory | Orientarsi nella scelta del Partner ICT

Una fitta agenda di workshop si sono succeduti per tutta la durata dell’evento, su prenotazione on line in apposite sale riservate, oppure a partecipazione libera al centro del grande padiglione, in un box con impianto multimediale. Interessante è stata la presentazione con discussione ai presenti dei due rappresentanti della OPENKNOWLEDGE, sulle potenzialità di ICT (Marte) e Social networking (Venere) apparentemente pianeti lontani e incompatibili fra loro. Uscendo dalle apparenze si rivelano se utilizzati in sinergia e con intelligenza, un prezioso strumento di interazione, fidelizzazione, monitoring e marketing delle imprese verso il mondo esterno, con utenti-clienti non più visti come “pollaio” ma come agorà di incontro e confronto, diretto, sincero e che usa le critiche arrivate direttamente dal social network aziendale, per migliorare servizi, prodotti e la agognata “customer satisfaction”.

ADOBE Business Productivity

Ringraziamo la Adobe che gentilmente ci ha inviato in email un invito di tipo VIP, presentando la sua soluzione per l’integrazione dei contenuti, dei formati office e per la condivisione-collaborazione integrate dei documenti office aziendali basati sullo standard PDF (Portable Document Format), che diventa con Adobe Acrobat 9 e le soluzioni server LiveCycle ES2 un sistema di gestione sicuro, scalabile, con una gestione completa di utenze, privilegi, profili utente, tali da consentire che su un documento si lavori in team, rispettando ruoli e competenze, preservando la sicurezza dei dati e potendo inglobare su un documento PDF formati di ogni tipo: office, flash video, presentazioni, fogli di calcolo, e altri formati in un unico documento.
www.adobe.com/it

Dell

E’ il vendor di pc n. 1 in USA e n. 2 nel mondo, con 35000 partner registrati in 148 paesi, i desktop e notebook Dell utilizzano metodologie produttive Green con riciclo gratuito e sistemi di risparmio energetico, realizzando con i suoi sistemi produttivi un risparmio di 23 Tonn. di CO2 nell’ambiente e piantando 100.000 alberi nel mondo.

Le soluzioni Dell presentate in Fiera di Roma allo    SMAU Business

Progetto di Virtualizzazione per Micromegas Comunicazione
Aree tematiche: Architettura IT

Un’infrastruttura snella e una maggiore potenza di calcolo attraverso la virtualizzazione
Aree tematiche: Architettura/Infrastruttura IT

Dell era presente con i servizi ProConsult-ProSupport, i desktop Optiplex, i laptop Latitude, la linea Vostro per la piccola impresa, server a risparmio energetico PowerEdge, le soluzioni storage PowerVault e il Solution Center.

www.dell.it

Google | Enterprise

Google era presente con il suo partner certificato Global Base, che ha presentato le soluzioni Enterprise del gigante di Mountain View ormai lanciato sull’offerta di soluzioni per l’azienda basate sul cloud computing.

Da comunicato Google
La divisione Enterprise di Google è stata creata con l’obiettivo di aiutare gli utenti aziendali a reperire velocemente, sfruttare al meglio e condividere in modo efficiente e semplice le informazioni a supporto del lavoro. A questo scopo, Google ha sviluppato una gamma di prodotti in costante espansione, che consente di organizzare le informazioni aziendali e renderle prontamente disponibili e condivisibili indipendentemente dalla loro collocazione o natura.

Google Apps E’ una soluzione hosted basata sul Web. Questo tipo di tecnologia viene definita “software-as-a-service” o “cloud computing”, un modello di elaborazione in cui le applicazioni IT vengono fornite “come servizio” consentendo agli utenti di accedervi da Internet (”in the cloud”) senza bisogno di occuparsi di avere in house l’infrastruttura che le supporta.

Da comunicato Google
La suite Google Apps Premier è indirizzata ad aziende di qualsiasi dimensione, viene offerta su abbonamento a 40 euro per utente l’anno e comprende supporto telefonico in italiano e un insieme di funzionalità e tool per l’amministrazione e l’integrazione di Google Apps con le altre applicazioni aziendali. I principali servizi inclusi in Google Apps Premier sono: la webmail Gmail (con 25GB di mailbox per ciascun utente), l’applicazione per la gestione condivisa delle agende Google Calendar, Google Talk per l’instant messaging, la telefonia voice-over-IP e la video chat, Google Sites per la creazione di siti web aziendali, Google Docs per lavorare insieme e in contemporanea su documenti, presentazioni e fogli elettronici senza necessità di scambio via email delle varie versioni, Google Video for business, per la condivisione semplice e rapida di video.

www.google.it/enterprise/

Le soluzioni Google Enterprise saranno presto oggetto di un aggiornamento con cui approfondiremo il tema del Cloud computing e del SaaS, che stanno diventando veri cavalli di battaglia Google.

Una visita allo stand Spreaker, social web radio tutta italiana

Dopo aver fatto un noioso workshop sulla comunicazione aziendale via ICT e altri stand un pò asettici, oppure interessati a far firmare contratti, senza dare al visitatore un minimo di contatto umano, abbiamo finalmente trovato con piacere lo stand Spreaker, la prima social web radio per tutti.
Elena Artico nell’immagine a sinistra, è la giovane imprenditrice e fondatrice di questo social web tutto italiano, di cui sarebbe legittimo vantarsi anche con giganti come Twitter e facebook, per un motivo molto semplice:
l’inventiva italiana è spesso vincente.
Facendo tutti gli scongiuri del caso che non fanno mai male anche per chi non è scaramantico come chi scrive questo articolo, è auspicabile che Spreaker spicchi il volo nel cyberspazio, perchè è un idea veramente originale e democratica dare la possibilità di trasmettere musica e voce in diretta o in podcast a chiunque sul web.
La forza di Spreaker è dal lato tecnologico, la disponibilità di un mixer virtuale che ha permesso anche a un “absolute beginner deejay” come il sottoscritto, di creare un podcast di musica progressive e un altro basato su interviste di attualità del lavoro.
Elena Artico ci ha colpito per la sua semplicità e gentilezza, da cui traspariva una grande forza interiore, è consapevole di dover lavorare duro per arrivare alla meta, ma non è spaventata da questo…anzi!
Con lei abbiamo parlato dei progressi di Spreaker e del futuro di questo servizio web veramente intelligente e originale.   http://www.spreaker.com/
Un esempio di cosa si può realizzare con Spreaker è questo webcast di nostra “produzione”: Progressive e rock show

progressive & rock show on Spreaker

Abbiamo già scritto di Spreaker su questo blog, all’articolo: Spreaker la social web radio per tutti

Allo stand FastWeb c’era un “ospite” di riguardo, la Yamaha M1 di Valentino Rossi

Aggiorneremo questo articolo con altre informazioni sulle aziende allo SMAU Roma 2010

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CLOUD STORAGE E WEB 2.0 _ Gestione remota dei dati domestici e aziendali

addvaslavros | 20 Marzo 2010


Pogoplug, è un dispositivo che connette ogni hard disk USB al network locale e in rete Internet in modo da poter condividere i dati dei computer è stato presentato da Cloud Engines, l’azienda ideatrice. Il nuovo Pocoplug, per 129 $ sarà la porta di accesso al “cloud storage“, un servizio online Cloud Engines che renderà a breve disponibili sul Web il backup, la sincronizzazione dei file, la stampa di foto e molto altro ancora. Un’evoluzione rispetto al semplice storage di rete di dispsitivi come lo Sharkoon USB Lan-port che offre semplicemente l’accesso ai dati di chiavi USB sulla rete LAN 10/100 del modem.

Il Cloud Storage è un ramo operativo del Cloud Computing che è ormai una tendenza visibile nel futuro. Questo tipo di archiviazione e condivisione remota dei dati, è basata sul collegamento Internet a server specializzati, che ha funzioni ben maggiori di un normale dispositivo NAS o media-sharing, per gestire dati, informazioni e documenti legati sia al business che al tempo libero. Il Cloud Storage è destinato a fare sempre più presa nelle case e nelle aziende perchè cresce sempre più il bisogno quotidiano di archiviare e gestire dati.

In particolare nelle aziende, ci sono carichi crescenti di dati e ambienti IT in continua espansione, che potrebbero fare leva su strutture già esistenti presso operatori di hosting e provider di servizi informatici di rete. Il migliore approccio all’erogazione delle risorse storage deve però tenere conto dei costi, della scalabilità, della disponibilità, della gestibilità e delle prestazioni. Se da un lato gli utenti possono usare il cloud computing per assicurarsi disponibilità e performance applicative superiori, dall’altro da una sondaggio di CommVault emerge la consapevolezza che occorre fronteggiare lunga serie di minacce e rischi intrinseci (intrusioni, furto di informazioni critiche, spionaggio industriale, violazioni della privacy, eventi calamitosi, pirateria informatica, ecc …) di cui gli operatori di questi servizi e i responsabili aziendali dell’IT devono tenere conto per poter mettere a frutto questa flessibilità.

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