Il tablet Asus – Google Nexus 7 versione 2013 vedette all’IFA 2013

Alla IFA 2013, mostra globale della tecnologia consumer  a Berlino dal 6 all’11 settembre, la Asus è fra i protagonisti del mobile computing con il nuovo tablet Nexus 7, in versione 2013 rinnovata e potenziata,  prodotto in collaborazione con Google, oltre a presentare il FonePad e il Transformer Pad.
Ma la vedette è naturalmente il tablet Nexus 7, che dalla prima versione del 2012 eredita il meglio per colmare le poche lacune di un prodotto eccellente, di grande appeal per il pubblico di tutto il mondo Android.

Il nuovo tablet Nexus 7 2013 di Asus-Google

Il Nexus 7 di seconda generazione mantiene il formato 7′, scelta azzeccata perche’ a nostro parere questo è il formato ideale, per un device che deve avere come primi requisiti portabilità e leggerezza. Resta anche la collaborazione di Asus con Google per lo sviluppo del tablet.
Il display
Uno dei punti di forza è il touch display con ben 2,3 Mpixel con densità a 323 Pixel/pollice, e angolo di visione di 178′, per una leggibilità eccellente a supporto della risoluzione altrettanto eccellente.
A protezione di questo display c’è un vetro integrato Corning Glass, più resistente ai graffi anche del vetro zaffiro grazie alla sua durezza.
Ergonomia
Lo spessore del Nexus 7 2013 di 8,65 mm, il peso di soli 290 g, il rivestimento posteriore anti scivolo, assicurano un ottima ergonomia e maneggevolezza anche con una sola mano.
Processore quad-core e componentistica
La piattaforma hardware adotta un processore quad-core Qualcomm Snapdragon S4 Pro, 2 GByte di RAM e 32 GByte per lo storage. L’autonomia dichiarata è di ben 10 ore, l’audio stereo Cingo Fraunhofer, garantisce esperienze di gioco e playback HD di grande effetto in ogni condizione.

Il video della recensione da TuttoAndroid
Una delle condizioni di maggiore sollecitazione per processore e componentistica è il gaming, nel video della prova di TuttoAndroid una performance di gioco convincente.

Fotocamera anteriore e posteriore (finalmente…)
L’unico peccato non veniale del Nexus 7 2013 era l’assenza di una fotocamera posteriore, che rendeva problematica la ripresa che non fosse un…autoritratto. Ora le fotocamere sono due, anteriore da 1,2 MPixel e una posteriore con apertura focale di F2.4 e Autofocus da 5 MPixel.
Android 4.3
Il Nexus 7 2013 è fornito con la versione 4.3 di Android, che fra le principali innovazioni ha la possibilità di creare profili utente differenziati e supporto a Bluetooth Smart.

Prezzi delle versioni Wi-Fi e 4G
Nexus 7, in versione Wi-Fi, costa 269,00 Euro, mentre la variante 4G LTE costa 349,00 Euro.

FonePad e Transformer Pad

FonePad Note 6 è un tablet da 6” con display Full HD (1920×1080 pixel) multi-touch  dotato di pennino Wacom, ideale per scritura, inserimento dati e appunti. Comprende funzionalità HSPA+ 3G, per navigare e telefonare. FonePad è concepito per chi vuole uno schermo ampio tipico di un tablet, per  App ed entertainment, ma anche per le tipiche funzionalità di uno smartphone.
Asus FonePad Note 6 sarà disponibile da novembre a un prezzo consigliato di Euro 399,00 (IVA inclusa).
Le specifiche tecniche:
Processore: Intel Atom Z2580 dual-core 2 GHz
Sistema operativo: Android 4.2 Jelly Bean
Display: Full HD (1920 x 1080, 367ppi), 6”
Memoria e storage: 2 GByte RAM con 16/32GB di storage
Fotocamere: Posteriore: 8 MPixel con auto-focus / Frontale: 1,2 MPixel
Wireless: 802.11a/b/g/n – Wi-Fi Direct, Bluetooth 3.0
Dimensioni e peso: 164,8 x 88,8 x 10,3 mm / 210 g

Asus presenta anche FonePad 7, uno smartphone Android da 7” per chi vuole caratteristiche e display come quelle di un tablet.
Le specifiche tecniche:
Processore: Intel Atom Z2560 dual-core 1,6 GHz
Sistema operativo: Android 4.2 Jelly Bean
Display: 7” – 1.280×800 pixel
Memoria e spazio di archiviazione: 1 GByte RAM / 8/16 GByte spazio di archiviazione
Fotocamere: Posteriore: 5 MPixel / Frontale: 1,2 MPixel
Wireless: 802.11n Wi-Fi, Bluetooth 3.0

Transformer Pad TF701T

Asus sviluppa tablet trasformabili annunciando il Transformer Pad TF701T, con display IPS 2.560×1.600 pixel dotato di una leggera Mobile Dock con interfaccia USB 3.0.
Adotta il processore Nvidia Tegra 4 quad-core e GPU GeForce a 72 core. ASUS Transformer Pad, compresa la Mobile Dock, costerà 499,00 Euro IVA inclusa.
Le specifiche tecniche:
Processore: Nvidia Tegra 4 T40X quad-core
Sistema operativo: Android 4.2 Jelly Bean
Display: 10.1” 2560 x 1600 (WQXGA, 300ppi)
Memoria e storage: 2 GByte RAM DDR3L  / 32 GByte/ 64 GByte
Fotocamere: Posteriore: 5 MPixel F/2.4 con auto focus / Frontale: 1,2 MPixel
Wireless: 802.11a/b/g/n (dual-band), Bluetooth 3.0 + EDR

 

 

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PETIZIONE: Salviamo il portale della cultura europea Europeana dai tagli UE!

change_europeanaSalviamo Europeana portale web della cultura europea dai tagli UE…!

Europeana, il portale database della Cultura europea rischia di morire per taglio dei fondi UE.
Cosa è Europeana
E’ un grande portale web fondato e finanziato dalla Unione Europea, che sta creando un immenso database che raccoglie, digitalizza, conserva e pubblica su Internet, il prezioso patrimonio della Cultura Europea, con la missione di renderlo disponibile ai cittadini europei gratuitamente e di conservarlo per le generazioni future.
Europeana lavora con gallerie, biblioteche, archivi e musei in tutti i paesi europei per la conoscenza e cultura disponibili online. Collega istituzioni, cittadini, università e centri studio in Europa, con la loro storia e il patrimonio condiviso.
Pubblicati entro il 2013 27 milioni di contenuti digitali: libri, immagini, film e registrazioni, documenti di ogni tipo. Con i partner in tutta Europa, fra cui Università, Istituzioni, Fondazioni, Associazioni, Musei, Europeana sta sperimentando nuovi modi per coinvolgere le persone alla cultura attraverso siti web, applicazioni, software e social media, attraverso la condivisione competenze, dei modelli di business, e attraverso i servizi per l’istruzione e il turismo. L’Europa ha bisogno di innovazione digitale e di memoria della propria storia in digitale, inoltre c’è bisogno di progressi più rapidi nel settore digitale, per tutti gli altri settori dell’economia. Sottoscrivi la petizione per la sopravvivenza di Europeana

Europeana chiede il nostro aiuto, perchè il bilancio del Connecting Europe Facility (CEF), da cui Europeana riceve la sua parte di finanziamento per la TLC europea, dal 2015 in poi è stato ridotto da 9 miliardi di euro a 1 miliardo. Europeana è stata messa in concorrenza diretta con le applicazioni su internet più redditizie come e-salute, e-giustizia e di salvataggio dati. Perdendo il finanziamento previsto per il periodo fino al 2015, la maggior parte del lavoro di creazione del database della Cultura Europea, sarà sprecato. Sottoscrivi la petizione per la sopravvivenza di Europeana

Sostenere Europeana significa sostenere l’Europa. Nessuno di noi può permettersi di perdere un servizio di divulgazione della cultura su Internet, che è al tempo stesso un bene per le persone e per l’economia. Questo è quindi un appello al bene comune di tutti noi, al nostro fututo, alla nostra economia, alla nostra stessa storia che non possono prescindere dal digitale e da Internet, per creare cultura e sviluppo economico innovativi, disponibili a tutti gratuitamente e sostenibili.
Il Parlamento Europeo deve trovare una soluzione che salvaguardi il bene comune da questa decisione miope e suicida.

Sottoscrivi la petizione per la sopravvivenza di Europeana…è in gioco il futuro, perchè: CHI NON HA MEMORIA DEL PROPRIO PASSATO NON HA FUTURO…!

Si può sostenere Europeana e avere le ultime notiziesu Twitter in #AllezCulture, o unirsi al gruppo su Facebook o visitando la pagina web Europeana sulla campagna di difesa dai tagli UE.

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Una mongolfiera Google per portare la Rete Internet ovunque

Bisogna ammetterlo, anche in tempi di polemiche sui dati degli utenti spiati dalla NSA, Google riesce a stupire e a stare dieci passi avanti alla concorrenza quanto a idee innovative.
L’ultima innovazione Google è basata su una tecnologia del…1783, l’anno del primo volo del pallone aerostatico Montgolfier. La foto sopra non lascia dubbi, il pallone aerostatico è uno di quelli sperimentali lanciati da Big G in Nuova Zelanda questi giorni, nell’ambito del progetto “Loon Baloon” per portare la Rete WiFi e Internet ovunque, a chiunque e nei luoghi più sperduti del pianeta.
L’idea straordinaria in quanto a geniale semplicità, è di lanciare più palloni aerostatici, ad altezza doppia rispetto a quella delle rotte aeree commerciali, questi palloni sono interconnessi fra loro creando a terra una vera Rete WiFi 3G, in aree remote senza accesso Internet.

L’immagine suggestiva sopra chiarisce l’idea Google di “Loon Baloon”

Quali sono i vantaggi dei palloni aerostatici, rispetto ad esempio ai satelliti?
- la flessibilità del sistema in grado di coprire capillarmente le aree connesse
- l’economicità di una stuttura a palloni aerostatici rispetto al costo anche di un solo satellite
- l’efficienza di una Rete realizzata con 24 palloni è impossibile da realizzare con il satellite
- i campi di applicazione vanno ben oltre l’utilizzo in aree remote del pianeta

Gli esperimenti del progetto “Loon Baloon” sono in corso nella South Island della Nuova Zelanda, i palloni aerostatici operano in stratosfera, equipaggiati da pannelli solari per l’energia, che si caricano nel giro di 4 ore e immagazzinano l’energia per continuare a funzionare anche di notte, fornendo connettività 3G su un area di 40 km.
E’ bucolico e straordinario questo video del Project Loon

Per seguire gli sviluppi del “Project Loom” collegarsi al canale Google+ dedicato…è imperdibile!

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Francesco Caio nominato al vertice dell’Agenda Digitale

Il Presidente del Consiglio Enrico Letta, ha nominato il pluri manager Francesco Caio a capo dell’Agenda Digitale, il premier dichiara di voler dare il massimo impulso al progetto.

I continui distinguo e le montagne russe della compagine di Governo, non hanno impedito al Presidente del Consiglio Enrico Letta, di trovare il tempo anche per l’Agenda Digitale, nominando alla guida del progetto Francesco Caio, con un annuncio via Twitter.
Caio ha un “pedigree” di prima grandezza essendo stato top manager in aziende di prima grandezza quali: Omnitel come AD, poi diventata Vodafone Italia, e sempre AD in Cable & Wireless.
Caio ha inoltre all’attivo consulenze su sviluppo strategico delle Reti e della Banda Larga, per i governi di Italia a Gran Bretagna.

Francesco Caio riuscirà nell’impresa Agenda Digitale Italia…?

In Italia Caio è noto per la vicenda del suo Rapporto sulla Banda Larga del marzo 2009 al governo italiano, con relativi codazzi di polemiche seguite alla sua denuncia di inadeguatezza delle strutture in rame, mancanza di investimenti e conseguente “digital divide” dei cittadini, esclusi dalla fruizione della Rete in vaste aree.
La nomina di Francesco Caio al timone dell’Agenda Digitale Italia, lascia sperare che la politica italiana abbia finalmente compreso il ruolo potenzialmente trainante di ICT, Business Web oriented, come motori di sviluppo economico ed occupazionale.

WikiLeaks – Rapporto Caio su sviluppo banda larga in Italia

Perfino WikiLeaks si è occupata della “strano caso” del governo italiano (Berlusconi Presidente del Consiglio tanto per dire…) che nel marzo 2009 ha commissionato il rapporto su banda larga a Caio. Per poi sostanzialmente affossarlo…!
Questo giustifica l’ “onore” della citazione del rapporto su WikiLeaks, al pari di tante altre vicende su cui i governi hanno deciso di calare veli pietosi. Il documento fu pubblicato dal portale di Assange nel maggio 2009 su fonte Reuters Italy. Clic qui per vederlo…

Sempre su WikiLeaks un altra vergogna del Belpaese:
Banda larga, Belpaese in ritardo “Un sogno per 12 italiani su 100″, su fonte di Alessandro Longo (La Repubblica)

Sono passati quattro anni dal rapporto di Caio e da questo articolo su “La Repubblica” in cui si legge:
“Deludenti anche le Adsl 20 Megabit che, a quanto si legge nel rapporto, in molti casi sono una falsa promessa: solo il 15-20 per cento ha davvero i 20 Megabit come velocità massima. Nel 60 per cento dei casi non supera i 10 Megabit. Il motivo è sempre nei doppini, troppo lunghi, perché l’utente è troppo lontano dalla centrale telefonica, il che incide sulla velocità della linea.”
Dopo quattro anni cosa cambiera’? Il governo Letta e Caio ce la faranno a uscire dal “digital divide” Italia?  Clic qui per vedere l’articolo…

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Canonical lancia Ubuntu anche per tablet

La presentazione di Canonical dei tablet con piattaforma Ubuntu, è l’ultimo stadio di evoluzione verso la strategia di convergenza, tra i nuovi dispositivi mobile e il Sistema Operativo Ubuntu. Questo porta a  piena compatibilità, interazione e facilità d’impiego tra: smartphone, tablet, server aziendali, personal computer, TV.

In sintesi, alcune delle caratteristiche del futuro SO Ubuntu su tablet:
Multitasking – alcuni esempi sono: la ricezione di video chiamate, mentre si lavora su un documento; prendere appunti sul lato predisposto dello schermo mentre si naviga sul web; oppure chattare mentre si guarda un filmato o si ascolta della musica.
Multiutenza – la versione per tablet prevederà la creazione di più account indipendenti, per avere maggiore garanzia sulla privacy e possibilità di personalizzazione delle impostazioni.

Controllo vocale – molte funzioni potranno essere avviate con l’uso della parola, come la dettatura di un testo; la ricerca di informazioni sul web o l’avvio di una applicazione
Convergenza – sarà possibile utilizzare un tablet di fascia alta come se fosse un pc-desktop, semplicemente collegando un mouse ed una tastiera.

Prova sul campo di Ubuntu per tablet di The Verge

Video della prova Ubuntu per tablet

La versione Ubuntu ottimizzata per tablet, sarà disponibile per gli utenti solo con il rilascio di Ubuntu 14.04. C’è però la possibilità che gli attuali partner come Dell, Lenovo e HP, molto prima del fatidico Aprile 2014, siano in grado di predisporre per il SO Ubuntu, pc-desktop e laptop con touch screen e tastiere staccabili.
Anche questa sarà convergenza: il pc si può trasformare in un tablet, per poi ritornare pc!

Video presentazione di Ubuntu per tablet con Mark Shuttleworth

Clic qui per il video della presentazione

 

 

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Ubuntu Phone OS il nuovo sistema operativo per smartphone da Canonical

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In pochi lo diranno quando molti smartphone di prossima generazione, lo adotteranno come sistema operativo alternativo ai vari Android e Windows, ma in molti lo penseranno:
con Ubuntu Phone OS finalmente l’interfaccia Unity ha un senso!
Phone OS, il sistema operativo Ubuntu per smartphone è stato presentato dall’8 all’11 gennaio al Consumer Electronics Show di Las Vegas, attirando l’attenzione di molti appassionati hi-tech e dei media.

Lo staff Canonical presenta Ubuntu Phone OS al CES di Las Vegas (8-11 gennaio 2013)

Mark Shuttleworth di Canonical ha dato molto risalto al fatto che Ubuntu Phone OS, trasforma gli smartphone su cui è installato, in veri e propri computer tascabili. Per la verità l’idea di fare un SO che unisca il mondo dei PC agli smartphone l’ha già avuta una certa Microsoft con Windows 8, ma Mark Shuttleworth, dominus di Canonical che distribuisce Ubuntu in regime di GNU OpenSource, nelle varie versioni desktop e server, è andato oltre:
gli smartphone equipaggiati con Ubuntu Phone OS, oltre ad essere appunto degli smartphone, se collegati a una tastiera e a un monitor, saranno dei veri personal computer, con ad esempio funzioni di accesso al Cloud Canonical Ubuntu One, ovviamente questa sarà una piattaforma “ad hoc” anche per Tablet.

Con Ubuntu Phone OS lo smartphone diventa un pc collegabile a monitor e tastiera

“Docking support”
Ubuntu Phone OS si “tramuta” in computer collegando lo smartphone a monitor e tastiera, con il classico desktop Ubuntu, si ha sempre il proprio sistema operativo in tasca, senza sincronizzare nulla.
L’interfaccia grafica del nuovo Ubuntu Phone OS è quindi simile a quanto già visto per PC e TV. Con novità interessanti:
- non ci sono tasti, tutte le funzioni da “touch screen”;
- tutti i bordi dello schermo hanno una funzione specifica;
- sul lato sinistro c’è il menu (simile a Unity di Ubuntu)
- scorrendo a destra dal menu principale, altri pannelli con: contatti online, musica, video e app
- in alto ci sono gli “status items” a scomparsa, per: livello di volume, segnale radio, batteria, l’ora e altri indicatori di app in uso
- in basso altre funzioni dell’app che si sta usando a scomparsa

La demo Ubuntu Phone 2013 di Mark Shuttleworth su YouTube: “Un Sistema Operativo per governarli tutti”

Controllo vocale
Su Ubuntu Phone OS sarà presente una funzione che permette di accedere rapidamente ai comandi delle app tramite controllo vocale.
Funzioni “classiche” degli smartphone e web-apps
Ubuntu Phone OS avrà installate in modo predefinito tutte le applicazioni necessarie per un telefono moderno: chiamate, SMS/MMS, fotocamera, galleria di immagini, gestore di email, browser, sveglia, calcolatrice. Saranno presenti le web-apps in sviluppo in questi ultimi mesi, con a fianco con le applicazioni native. In questo modo, già dal lancio disponibili Facebook, Twitter, Gmail, Spotify e così via.
Per installare una nuova app sarà presente una versione minimale di Ubuntu Software Center, che gestirà anche gli aggiornamenti. Tutti i dati, foto e video potranno essere salvati su Ubuntu One, il servizio “cloud storage” di Ubuntu, per un veloce back-up.

L’elegante interfaccia grafica di Ubuntu Phone OS con le funzioni in “stile Unity”

Il rilascio ufficiale di Ubuntu Phone OS è previsto per il 2014. Ma nel 2013 sarà rilasciata la versione per Nexus, utilizzata per il prototipo (tra qualche settimana) e altre versioni per gli smartphone sul mercato.
I requisiti minimi per Ubuntu Phone OS sono: CPU ARM 1Ghz Cortex A9, memoria RAM 512MB/1GB e memoria flash 4-8GB su MMC o SD, caratteristiche comuni a molti smartphone attualmente in circolazione.

La pagina web ufficiale di presentazione per Ubuntu Phone OS

 

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Censimento ISTAT – sanzioni-tagliola per il Terzo Settore

Ci viene il dubbio che i Maya predicendo l’evento catastrofico (o sovrannaturale…) del 21 dicembre 2012, non intendessero altro che lo sventurato Censimento ISTAT per l’Industria, i Servizi e le “Istituzioni Non Profit” che scadeva improrogabilmente alle ore 24 del 20 dicembre 2012. Il giorno successivo preconizzato appunto come fine del mondo, in realtà sarà fine della pace per migliaia di aziende, associazioni, attività del non profit, ignare della tagliola di sanzioni draconiane che sta scattando implacabile su di loro.

Il Censimento dell’industria,  dei Servizi (il cosiddetto terziario) e del Non Profit, è un’iniziativa di raccolta dati sull’economia in sè lodevole, se non fosse stata gestita in modalità che avremmo la tentazione di definire dilettantistiche e oltretutto vessatorie, specie per le realtà del Non Profit, meno dotate sul piano della comunicazione con le istituzioni.
Il giorno successivo preconizzato appunto come fine del mondo, in realtà rischia di essere una data davvero infausta per migliaia di aziende, associazioni, enti del Terzo Settore, su cui pende il rischio di accertamenti e sanzioni pecuniarie fino a 5000 Euro.
Per meglio spiegare l’accaduto, riportiamo qui di seguito una protesta mandata all’ISTAT e ai rilevatori della Camera di Commercio a da un’associazione di volontari che solo casualmente, a pochi giorni dal termine di legge, ha appreso dell’adempimento del censimento ISTAT degli enti non profit:

L’azione dell’ISTAT, come per tutta la Pubblica Amministrazione, deve osservare fondamentali regole di correttezza, trasparenza e buona fede. Per principi affermati anche dalla giurisprudenza amministrativa, queste regole non si esauriscono nella minimale conformità a leggi e regolamenti, ma consistono anche nel dovere di non porre in essere comportamenti che espongono i cittadini e le loro espressioni collettive, come le istituzioni nonprofit, ad aggravi procedurali, al rischio di sanzioni, o comunque a ingiuste situazioni di pregiudizio. Al riguardo, con riferimento al censimento ISTAT delle istituzioni non profit, c’è stata una serie di situazioni che non ritengo esprimano un sufficiente grado di rispetto di tali principi sulla correttezza, trasparenza e buona fede della P.A. . In particolare, vorrei osservare che:
- non c’è stata un’informazione realmente completa, chiara e tempestiva a tutti i soggetti interessati dalla rilevazione dell’ISTAT;
- in comunicazioni sul web, anche tramite organizzazioni del volontariato (es: CESV, PAIR, ecc..) non viene adeguatamente evidenziata la circostanza che la risposta al questionario è un obbligo di legge punito con accertamenti e sanzioni pecuniarie elevate;
- alle richieste di urgente chiarimento fatte da un’associazione con messaggi e-mail (dopo molte telefonate infruttuose) gli incaricati della rilevazione, tra il 17 e il 18 dicembre, hanno dato risposte diverse, contrastanti, incomplete, o a volte ingiuntive;
- nell’ultimo messaggio, un “no-reply” del 18 dicembre (qui di seguito riportato) si parla di “invito alla compilazione”, di un “plico da Lei ricevuto”, in realtà mai pervenuto agli interessati, sollecitando l’invio di un questionario che era già inoltrato e pure riscontrato dall’ISTAT con regolare ricevuta, mentre manca totalmente la parte che sarebbe stata realmente importante in una comunicazione “da uno a molti” come questa, e cioè, al posto dell’ “invito …”, un avviso esplicito su disposizioni di legge e sanzioni incombenti.
Tutto ciò, spiace doverlo significare, contrasta con i primari doveri di correttezza, trasparenza e buona fede di cui si è detto, in quanto espone migliaia di volontari e bravi cittadini solidali al rischio di  sanzioni draconiane (e insensate) da 500 a 5000 Euro.
Ciò è particolarmente grave perchè si traduce in un ingiusto pregiudizio a carico di molti cittadini impegnati in organizzazioni non profit che stanno prestando la loro opera in attività di soccorso o emergenziali, di interesse pubblico e collettivo, di alto valore sociale e culturale, gratuitamente, volontariamente e senza alcun aiuto, sovente sopperendo di tasca loro alla ben nota, crescente mancanza di “welfare pubblico”

Apprendiamo con soddisfazione che ancora il 20 dicembre gli infausti auspici Maya hanno avuto un’altra smentita: è stato firmato l’accordo che risolve positivamente la difficile vertenza dei 400 precari dell’ISTAT, certamente la migliore premessa per un recupero degli standard di “eccellenza” di questo istituto dalla storia gloriosa. In conclusione, sarebbe doveroso per l’Istat e per le Autorità competetenti prorogare di almeno un mese (gennaio 2013) il termine di presentazione dei moduli per il mondo del Terzo Settore, iniziando a collaborare con le realtà associative e del volontariato civile, recuperando così efficienza e credibilità.

 

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Cloud Computing nel sistema finanziario – standard, regolamentazione e controlli.

Il 28 settembre 2012 si è svolto in Banca d’Italia il convegno “Il Cloud Computing nel sistema finanziario – standard, regolamentazione e controlli” in cui sono stati presentati i risultati di una ricerca realizzata dall’Istituto sugli aspetti critici dell’utilizzo del cloud computing nel settore bancario e finanziario.
Il convegno ha rappresentato l’occasione per avviare un confronto con istituzioni, enti di ricerca, gruppi bancari e operatori sui temi di maggiore interesse per le Autorità di controllo quali la sicurezza, la privacy e la governance. Tra i temi trattati, L’Agenda Digitale Italiana (Ministero dello Sviluppo Economico), la regolamentazione europea sulla tutela dei dati personali (Garante Privacy), le scelte del service provider (SIA) _ [ v. Atti del convegno, dal sito istituzionale di Banca d'Italia ]

 

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AGENZIA PER L’ITALIA DIGITALE _ roadmap per uscire dal digital divide

Passera ne ha annunciato un via definitivo entro il settembre, con il varo del Decreto Crescita. La nuova Agenzia per l’Italia Digitale, l’ente istituito tra le pieghe del cosiddetto Decreto Sviluppo del 12 agosto scorso, va a sostituire le due strutture cui attualmente era delegato il compito di accompagnare il Paese sulla strada dell’innovazione tecnologica: DigitPA (il Dipartimento per la digitalizzazione della PA della Presidenza del Consiglio) e l’Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione. Secondo quanto dichiarato dal Ministro Passera, la nuova agenzia sarà “il motore dei progetti che saranno messi in pista per ridurre il cosiddetto “digital divide”, tra i più attesi, il varo del tanto atteso decreto Digitalia, la vera e propria roadmap dello sviluppo dell’ Ict italiano.

[  Fonte: F. Volpi, Cosa farà la nuova Agenzia istituita il 12 agosto dal Decreto Sviluppo? - in Newsletter Bancaforte, 12.9.2012 > ]

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Arriva il tablet Google Galaxy Nexus 7

Da qualche settimana era aperta la caccia al nuovo tablet Google Galaxy Nexus 7. E’ arrivato l’annuncio con la presentazione lo scorso 27 giugno, mentre voci tendenziose sviavano i blogger di tecnologia e ICT, riferendo di un rinvio del lancio a luglio, invece la preda ambita degli appassionati di Android e cacciatori di tecno-gadget è sul mercato anglo sassone allo store Google Play, presto lo si potrà acquistare anche in Italia.
La spettacolare presentazione del Google Nexus 7

Caratteristiche e Sistema Operativo
Il tablet Galaxy Nexus 7 è frutto della collaborazione fra gli sviluppatori Google e la Asus. Il display da 7 pollici ha risoluzione HD 1280X800, la connettività è WiFi 802.11 b/g/n e in Bluetooth, è disponibile una porta micro USB, il processore è un Quad-core Tegra 3 da 1,5 G Hertz, RAM cache 1 GB, la memoria interna è in due tagli da 8 o 16 GB, la fotocamera frontale ha risoluzione da 1,2 Mpixel, la batteria è dichiarata con autonomia per oltre 8 ore.
Il sistema operativo è la versione 4.1 “Jelly Bean” di Android, evoluzione di “Ice Cream Sandwich” e il browser predefinito ovviamente è Chrome. L’Architettura della GPU è basata su GeForce ULP, fra le dotazioni c’è un microfono integrato, l’accelerometro, il GPS, il giroscopio, non è prevista l’opzione per mobile 3G.

Il tablet Google Galaxy Nexus 7 debutta a luglio in USA a 199 $

Si pensava per il SO a un salto di release da 4 a 5, ma il management Google ha preferito andare sul sicuro, con la versione 4.1 “Jelly Bean” di Android che è uno sviluppo della precedente 4.0. Questa è la dichiarazione ufficiale sull’argomento:
…con Jelly Bean abbiamo completamente riprogettato la funzione di Ricerca, rendendo il sistema di ricerca vocale più veloce e naturale. Potete digitare la vostra query o semplicemente rivolgere una domanda a Google che vi fornirà una risposta precisa, se disponibile, grazie alla tecnologia Knowledge Graph in aggiunta ad un elenco di risultati. Smartphone e motori di ricerca hanno sempre contato sul fatto che foste voi a fare tutto. Questo fino ad oggi…
Ora Google vi procura l’informazione giusta al momento giusto: vi dice il meteo del giorno prima ancora che la vostra giornata abbia inizio, quanto traffico incontrerete lungo la strada di casa quando siete ancora in ufficio o il punteggio della vostra squadra del cuore. Non c’è bisogno di scartabellare: le schede appaiono nel momento in cui ne avete più bisogno“.

La guida di Nexus 7 e di Android 4.1 “Jelly Bean”

Pubblichiamo la guida al tablet Google Nexus 7 e alla nuova versione del SO Android 4.1 “Jelly Bean”, clic qui per vederlo…

Il tablet Google Galaxy Nexus 7 pesa solo 340 g, ha dimensioni di circa 20X12 cm con uno spessore inferiore agli 11 mm. Il Nexus 7 costa 199 dollari con 8 GB di memoria, e 249 dollari con 16 GB. Google Play apre ai pre-ordini, sarà acquistabile a partire da metà luglio negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Canada e Australia, è sperabile che presto sia disponibile anche in Italia.
Sul dispositivo all’acquisto saranno precaricati alcuni contenuti: il film Transformers: Dark of the Moon, il libro “The Bourne Dominion”, le riviste “Condé Nast Traveller”, “Popular Science”, inoltre brani musicali di band come Coldplay e i Rolling Stones. E’ compreso un credito di 25 dollari a tempo limitato, per poter fare acquisti su Google Play.
A livello di dotazioni e caratteristiche si poteva fare meglio con una porta HDMI e uno slot di ampliamento della memoria, ma siamo certi che questo non fermerà la tablet mania Google Nexus 7.

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