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PARLAMENTO EUROPEO, Seduta plenaria 23-26 Novembre 2009: Internet “diritto fondamentale” dei cittadini europei (… Maroni lo sa?)

addvaslavros | 16 Dicembre 2009

L’accesso a Internet, è un “diritto fondamentale” dei cittadini europei. Secondo quanto comunicato dal sito ufficiale del Parlamento Europeo di Strasburgo europarl.europa.eu/  in base all’accordo raggiunto con il Consiglio, qualunque provvedimento che restringa l’accesso a Internet potrà essere imposto solo se ritenuto “appropriato, proporzionato e necessario” in una società democratica. E a condizione che, “nel rispetto del principio della presunzione d’innocenza e del diritto alla privacy“, sia garantita “una procedura preliminare equa ed imparziale, compresi il diritto della persona o delle persone interessate di essere ascoltate“. Dev’essere inoltre garantito “il diritto ad un controllo giurisdizionale efficace e tempestivo“.
I deputati hanno ottenuto che all’accesso a Internet sia riconosciuta, per la prima volta al mondo, una protezione giuridica equivalente a quella garantita a un diritto o a una libertà fondamentale. Gli Stati membri hanno tempo fino al 24 maggio 2011 per adattare la propria legislazione a queste nuove garanzie. La nuova legislazione include inoltre regole per:
* l’armonizzazione delle norme sulla gestione delle frequenze radio nell’UE, specialmente in vista del passaggio (switch off) dalla TV analogica a quella digitale, previsto nel 2012
* il miglioramento della cooperazione fra le autorità di telecomunicazioni degli Stati membri
* la facoltà di procedere alla cosiddetta “separazione funzionale”, che permette agli operatori dominanti sul mercato di creare entità commerciali separate, con l’obiettivo di commercializzare l’uso delle proprie infrastrutture di rete.
Confermando la sua lontananza dalle tutele della Costituzione Repubblicana, ma anche da questi perentori principi di libertà e democrazia dettati dall’Europarlamento, il Governo per bocca del Ministro Maroni ha annunciato che il Consiglio dei ministri esaminerà nuove, più rigide norme sulle manifestazioni e su internet, parlando di “misure più adeguate e urgenti” per cui è ipotizzabile che il Governo agisca per decreto … ma per fortuna c’è tempo fino al 24 maggio 2011 per riparare.

Per approfondimenti:

  • Pacchetto telecom, il Parlamento dal lato degli utenti di Internet
  • Testo approvato
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Democrazia e diritti civili, Multimedia _ intrattenimento, Virtualizzazione
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cittadini, Costituzione, democrazia, diritto, Internet, Maroni, Parlamento Europeo
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NETIZEN 2009 (ITALIAN INTERNET CITIZEN) _ Rapporto su micro web tv, video-blog, micro portali informativi e aggregatori di contenuto

addvaslavros | 2 Dicembre 2009

L’aria che tira su TV e giornali è pesante, redazioni schierate, giornalisti che manifestano per la libertà di informazione (e poi la massacrano), dossier usati come clave per screditare altri giornalisti, per faide politiche, o per bruciare questo o quell’esponente politico, dopo i casi Marrazzo e Cosentino, l’ultimo è il caso Fiore-Mussolini. Il problema è la politica che allunga le mani sul sistema mediatico a tutti i livelli.
Ma c’è ancora chi fa informazione non schierata, non condizionata da “ordini di scuderia”, insomma che le canta chiare e tonde a chiunque: politica di destra e di sinistra, potentati di mafia e di economia, icone del giornalismo televisivo e vicende “invisibili”. In questo campo il capofila è stato il Blog di Beppe Grillo, ma anche altri come censurati.it  [ qui, di Antonella Serafini, l'inchiesta "io il gatto, lui la volpe, siamo in società..." La strana storia del caso Eutelia Agile Omega ].

Ma il fenomeno più interessante di questa informazione nuova e libera è quello dei “netizen” acronimo inglese che designa il crescente successo delle internet citizen tv, nuove reti televisive locali che trasmettono sul media meno controllato che c’è: internet, e che fanno informazione di prossimità, sul territorio. UGC (User Generated Content) si moltiplicano e aumentano i cittadini che sperimentano l’informazione “dal basso” fatta con mezzi propri, spontanea, vitale, fresca, libera, aggiornata. Un esempio dell’attrezzatura necessaria per la creazione e mantenimento di centri attrezzati per la creazione, edizione e post-produzione di “Social Video” e “Citizen Journalism” sul tema della democrazia e libertà nei media è il Video Pack della Telematics Freedom Foundation (di cui ci siamo occupati in altro articolo).

Questa nuova tendenza della produzione televisiva è stata oggetto del rapporto NETIZEN 2009, I^ Rapporto sullo stato della partecipazione dal basso online, promosso da altratv.tv, progetto inter-universitario e prima wikipedia sulle nuove forme di web tv che è nata a Bologna nell’ottobre 2004. Nelle premesse del rapporto, si legge una considerazione importante, e anche confortante: “Il Rapporto “Netizen 2009” (Italian Internet Citizen), intende sondare il terreno del flusso produttivo di una informazione dal basso, micro-trend emergente (e che – a nostro avviso – comporterà in futuro conseguenze rilevanti anche sul piano macro politico ed economico)“. Lo ha capito anche il Sole 24 Ore - Nova 24 che tratta il nuovo trend col pezzo “Web cronisti DA REALTA’ LOCALE” di G. Coletti, 3.9.2009. Ma anche Rai Educational con Citizen Report, un programma di giornalismo d’inchiesta basato sul nuovo “citizen journalism”
“La nostra ricerca si focalizza sui cittadini videomaker per passione, che raccontano le proprie terre, denunciano ciò che non va, documentano eventi” Afferma Giampaolo Colletti, Founder di Altra TV e direttore artistico del meeting “Paese che vai”. “In fondo hanno una missione sociale. Con pochi spiccioli e tanta buona volontà inventano finestre informative digitali su territori spesso tralasciati dai media generalisti“.
I Netizen italiani, secondo il rapporto 2009 fanno prevalentemente  informazione (40%), ma anche valorizzazione del territorio, sulle eccellenze turistiche o produttive (32%), parlano di stessi (17%) ma non mancano inchieste e denuncie di problemi e disservizi (12%). Per quanto riguarda le fonti di sostegno economico il 43% si autofinanziano, il 32% utilizzano fondi pubblici, solo il 15% vivono di raccolta pubblicitaria. Interessante la “mappatura”, da cui emerge che le regioni più “virtuose” sono Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Abruzzo, Lazio, Puglia e Sicilia, mentre meno “attive” sono Veneto, Molise, Calabria e Basilicata.

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CHROME OS _ la rivoluzione epocale del Cloud Computing … ma Stallman dice no

addvaslavros | 23 Novembre 2009

Di Google Chrome OS ci siamo già occupati estesamente nel precedente articolo “Chrome OS il sistema operativo di Google” . Ora il miglior commento visto nel Web è quello pubblicato su Tom’s Hardware Guide di Manolo de Agostini (1) secondo il quale “fa sembrare gli altri sistemi operativi vecchi dinosauri”. Chrome OS con la sua variante totalmente libera Chromium, sono quindi un passaggio epocale per l’informatica, un punto di svolta che porta il cloud computing in diretta concorrenza, se non in antitesi totale con sistemi operativi come Windows e Linux.
E’ quindi fin troppo banale limitarsi a dire che Google Chrome OS sarà opensource, supporterà le architetture x86 e ARM, che sarà veloce (7 secondi di boot), semplice, sicuro e con un’interfaccia minimalista.
Tra i commenti più interessanti quello di Pino Bruno (2), giornalista e divulgatore scientifico, che esprime valutazioni suggestive: “Il codice sorgente di un programma informatico è una sorta di Graal digitale, simbolo di Conoscenza e Sapienza. E’ il core business delle software house , che lo custodiscono gelosamente (l’open source, sorgente aperto, è un altro mondo). La decisione di Google di rendere disponibile il codice sorgente del sistema operativo del 2010 – Chromium OS – è dunque una piccola rivoluzione copernicana. Per tanti motivi“. Tra le variabili più inquietanti di questa rivoluzione ci sono possibili “bachi” non solo informatici, ma anche industriali e societari, dell’atto “di fede” che si fa affidando in toto un computer, il suo sistema operativo e tutti i suoi dati alla struttura remota di unico operatore della Rete, sempre più somigliante al GF di Orwell. Secondo Bruno “restano molti interrogativi. Riconoscerà le periferiche? E come? Saremo liberati dalla schiavitù da driver? Chi garantisce l’accesso univoco al nostro caveau? E se Google un giorno dovesse passar di mano l’azienda ad altri proprietari (come è successo ieri a Skype)? I nuovi padroni rispetteranno i patti sottoscritti con la vecchia gestione oppure chiederanno un riscatto per restituire i file ai legittimi proprietari?“.
Queste valutazioni ci rammentano il vero e proprio anatema che Richard Stallman ha enunciato già un anno fa’ sulle applicazioni web based, di cui Google Chrome OS è la massima espressione. Secondo il leader della Free Software Foundation, il Cloud Computing minaccia i diritti di libertà e riservatezza in modo ancora peggiore del software proprietario : “Una ragione per non usare le web application è la perdita del controllo perchè i dati fluiscono liberamente tra qualsiasi postazione o thin client in giro per il mondo e i datacenter, ma a scapito della capacità del legittimo proprietario di disporne a suo piacimento“. L’avvento del cloud computing secondo Stallman non fa altro che riproporre l’antica questione del software free contrapposto a quello non libero: “È un male proprio come usare programmi proprietari“,  proprio per i gravi rischi sulla libertà personale: “Fate il vostro lavoro su un vostro computer con un programma che rispetti le vostre libertà: usando un programma proprietario sul server di qualcun altro si è senza difese. Vi state mettendo nelle mani di chiunque abbia sviluppato quel software“. Altri rischi, sempre per Stallman, si pongono perchè se all’inizio questi servizi possono apparire più economici (o addirittura gratuiti) rispetto alle abitudini attuali, nel medio/lungo periodo possono invece rivelarsi oltremodo costosi. Per le applicazioni aziendali c’è poi da valutare che l’intera mole di informazioni personali (foto, appunti, appuntamenti in agenda) o aziendali (budget, bilanci, piani strategici) resta affidata all’onestà e alla solidità di un solo “provider”, con tutti i rischi di boicottaggio o incidenti che questo comporta.

Link citati:

(1) http://www.tomshw.it/cont/news/chrome-os-convince-e-arrivata-l-era-glaciale/22886/1.html

(2) http://www.pinobruno.it/?p=4200

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STRATEGIA DI SVILUPPO DELL’IT NELL’UNIONE _ discorso Viviane Reding, Commissario UE per Telecomunicazioni e Media

addvaslavros | 14 Novembre 2009
Contributo tratto dal sito di Agatino Grillo, componente di ISACA (Information Systems Audit and Control Association), specialisti in IT Governance e sicurezza informatica.

Ho tradotto in italiano, per il sito www.democratici-digitali.com [1],  il discorso tenuto da Viviane Reding, Commissario EU per le Telecomunicazioni ed i Media in occasione de “The Ludwig Erhard Lecture 2009″, Consiglio di Lisbona, Brussels, 9 luglio 2009. La traduzione è disponibile anche in formato pdf [2] e doc [3]. Il discorso presenta il piano digitale della Commissione Barroso per l’UE.  Quattro le priorità individuate per i prossimi 5 anni:

  1. è necessario rendere più facile ed “interessante” l’accesso ai contenuti digitali indipendentemente da dove essi siano realizzati in Europa;
  2. predisporre uno spazio europeo dei pagamenti mobili sicuro e consumer-friendly;
  3. più incentivi alle piccole e medie imprese per gli investimenti digitali;
  4. un miglior uso dell’ICT ai fini di una economia “verde” a basso consumo di carbone.

Link: traduzione in italiano [1]

  • Europa Digitale
  • Europe’s Fast Track to Economic Recovery
  • la corsia preferenziale dell’Europa per la ripresa economica
  • News
  • Viviane Reding

Source URL: http://www.agatinogrillo.it/content/traduzione-del-discorso-del-commissario-eu-viviane-reding-su-economia-digitale

Links:
[1] http://democratici-digitali.com/content/viviane-reding-europa-digitale-la-corsia-preferenziale-dell-europa-la-ripresa-economica
[2] http://www.democratici-digitali.com/documenti/SPEECH-09-336_IT.pdf
[3] http://www.democratici-digitali.com/documenti/SPEECH-09-336_IT.doc

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ADEMPIMENTI DELL’IT AZIENDALE - Amministratori di sistema

addvaslavros | 6 Novembre 2009

Il Garante per la protezione dei dati personali, con un provvedimento a carattere generale, ha stabilito che entro il 15 dicembre 2009 tutte le aziende - private e pubbliche - dovranno registrare e conservare i dati relativi agli accessi degli Amministratori di Sistema sui sistemi da loro gestiti, al fine di agevolare la “verifica sulla loro attività da parte di chi ha la titolarità delle banche dati e dei sistemi informatici” (cfr. “Misure e accorgimenti prescritti ai titolari dei trattamenti effettuati con strumenti elettronici relativamente alle funzioni di amministratore di sistema” - Gazzetta Ufficiale n. 300, 24 Dicembre 2008)  [  LEGGI  TUTTO  >> ]
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CORTEX-A9. L’escalation competitiva di ARM

addvaslavros | 22 Ottobre 2009

Libera traduzione dell’ articolo “ARM’s Race Escalates with Cortex-A9“ , di Jim Turley, in Embedded Technology Journal, 22.9.2009. Turtley (V. profilo su Linkedin ) è un’analista che è un’autorità riconosciuta sui chip a microprocessore, la tecnologia dei semiconduttori, e sistemi embedded. In un precedente post abbiamo accennato a nuove alleanze industriali e sinergie che puntano sulle enormi potenzialità del processore ARM . Su questo Turtley ci da un responso autorevole, senza mezze misure, sul futuro dei pc: è in atto uno scontro globale, Intel/Windows Vs. ARM/Linux. Ci potrebbe essere un cambiamento epocale, o un nulla di fatto …

Nel settore militare, l’Osprey è un velivolo che decolla e atterra verticalmente come un elicottero. L’Osprey ruota le ali di 90 gradi, le eliche lo sollevano, le ali rotanti permettono il volo convenzionale. Geniale soluzione ingegneristica, ma un po ‘goffo a vedersi. Nel meno rischioso ma ugualmente competitivo mondo dei processori, anche ARM ha ha progettato un suo proprio Osprey, in questo caso chiamato ARM Cortex-A9. Il nuovo A9 svilupperà un velocità di clock di 2 GHz, velocità che è veramente inaudita per un nucleo ARM. Il precedente processore A8 è a malapena in grado di girare a 1 GHz, per giunta con qualche gioco di prestigio del silicio. A 2 GHz, il nuovo A9 diventa l’arma più potente dei produttori dell’ARM.
Come ha fatto ARM a raggiungere tali prestazioni? Si potrebbe dire che è stato una correzione del carente A8, ma sarebbe ingeneroso. Un’analisi più benevola mostra che A9 ha effettivamente una “pipeline” più breve dell’A8, di solito l’antitesi di alta efficienza e velocità. Ma il set di istruzioni di A8 operava in modo volutamente rallentato per permettere l’attuazione di operazioni specifiche. E’ anche normale che ci sia voluto un certo tempo per sviluppare il primo nucleo di processore superscalare mai realizzato in ARM . Ora che la società e i suoi licenziatari hanno l’esperienza di questo nucleo ARM superscalare, potrebbero mettere a punto i path logici, crearsi un certo margine, aggiornare il core, e proseguire nello sviluppo di versioni più veloci e potenti.
I miglioramenti includono una migliore unità di calcolo in virgola mobile. L’A8 era a nucleo singolo, mentre A9 può avere due, o quattro nuclei, a seconda delle opzioni dei produttori. L’azienda prevede che alcuni sub-produttori mantengano ancora la licenza A8 invece della A9, considerando il divario di costi che c’è tra i due processori.
ARM infatti, per lunga tradizione, progetta e poi affida a terzi licenziatari la totalità della produzione. Nell’elenco dei sub-produttori su licenza ci sono i soliti “sospetti”: Texas Instruments, Ericsson, nVidia, NXP, Toshiba, e un nutrito gruppo di clienti anonimi.
L’A9 viene fornito assieme a coprocessori di accelerazione: Jazelle per Java, TrustZone per operazioni di sicurezza, Neon per la grafica. Questi acceleratori sono sempre parte integrante del nucleo del microprocessore e non possono essere rimossi per risparmiare spazio o potenza. Non servirebbe, essi rappresentano solo una minima frazione della dotazione e consumano poca energia.
A9 potrà eseguire calcoli complessi senza alcun problema essendo realizzato con circuitazione da a 45 nm (45 nanometri) ottimizzata per l’efficienza di consumo energetico.
Per un confronto, un processore di tipo x86, come l‘Intel Atom N270 offre circa 2.000 Dhrystone MIPS a 1,6 GHz, misterioso parametro per cui ARM può vantare qualcosa come 5X di prestazioni (il quintuplo !), con una frequenza del 25% più veloce di clock. Un dato di importanza cruciale in dispositivi che devono offrire buone prestazione a costi bassissimi come i computer netbook. Ed è un dato di fatto che con l’A9 tutta questa potenza computazionale si ottiene consumando pochissima energia: 2 Watt appena.
Utilizzando per accertare le prestazioni l’affidabile EEMBC test CoreMark, l’A9 ha circa un vantaggio 2x su Atom N270. In altre parole, offre le stesse prestazioni circa alla metà della velocità di clock. E un quinto del consumo elettrico. Non è un cattivo compromesso, finché non hai bisogno di compatibilità x86.
Quest’ultimo aspetto evidenzia la peggiore frustrazione del lavoro svolto dai progettisti di questo microprocessore. Non importa quanto veloce, efficiente, potente possa essere la tua CPU è, ciò non la fa sfuggire all’inerzia umana. La compatibilità è una forza potente dell’universo, e nessun progresso ingegneristico la può superare. I computer della tipologia netbook, nettop, mini-pc, e gli smartbook possono essere una seconda possibilità per i processori che come ARM potrebbero superare la posizione dominante e oligopolistica di Intel nel mercato informatico. Invece, anche questa tipologia di pc è tuttora un’altra nuova nicchia per la vecchia architetture x86, che continua a dominare con l’onnipresente ATOM, anche se è molto meno redditizia. Si “scopre” che la gente vuole computer che si comportano come PC Windows, e non piccoli notebook Linux a 350 dollari. Quindi, è questo totem della compatibilità X86/Windows la peggiore minaccia del binomio ARM/Linux .
Sul fronte hardware, ARM ha quasi tutto ciò che il MIPS, PowerPC e x86 venditori offrono. Sul lato software, la storia ARM va di bene in meglio. E’ di fatto l’architettura unica per il wireless e i cellulari, grazie ad alcuni successi di progettazione con i primi telefoni cellulari europei. Ciò che il primo Personal Computer IBM Modello 5.150 è stato per il destino di Intel, per i primi telefoni cellulari è stato ARM. La legione di licenziatari ARM ha prodotto più processori a 32 bit di chiunque altro. Solo lo scorso anno, 4 miliardi di nuovi chip basati ARM piazzati sul mercato.
ARM col suo Cortex-A9, ponendosi come minaccia alla potenza di Intel e dei suoi processori X86, non può sottrarsi al destino di tutte le produzioni di assoluta eccellenza tecnologica, non può evitare un verdetto senza appello: le decisioni solitamente irrazionali e disinformate del mercato. Per il momento, ARM e Intel x86 dominano gran parte del paesaggio delle piattaforme informatiche, mentre alle altre architetture restano soltanto piccole nicchie.
Con il suo Cortex-A9, ARM appare pronta a proseguire il suo decollo verticale.

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IISS Majorana…ViVo per il social OpenSource

argentarius | 18 Ottobre 2009

Seguiamo da tempo le attività dell’IISS Majorana, che da community OpenSource per l’Istituto di Gela, in poco tempo si è trasformata in uno dei riferimenti italiani per l’OpenSource, Linux Ubuntu, i servizi web 2.0 e per aprire le menti, oltre al codice… su tutto quello che in Rete è utile alla diffusione delle risorse, rigorosamente gratuite, di software e di servizi IT.
Antonio Cantaro da vero Deus Ex Machina qual’è di questo sito blog va oltre la diffusione, impegnandosi in video guide gratuite per Linux, OpenOffice, personalizzazioni di Linux Ubuntu e nella distribuzione di ISO del SO del Pinguino, in versione italiana, di raccolta delle video guide, al punto da poter parlare di vero e proprio Social OpenSource, anche per chi ha problemi di ipovisione.

ViVo Portable USB fa parlare il computer

Una suite portable unica nel suo genere che rende parlante il computer. Pagine WEB, testo, documenti, posta elettronica, programmi, finestre, ecc.. vengono letti da qualsiasi computer in cui inseriamo la chiavetta. Non serve l’installazione e non sporca il registro. Questo e tanto altro con un click del mouse…
Vivo Portable USB è un progetto OpenSource per il sociale, racchiude numerose applicazioni indispensabili a quanti hanno problemi di vista (ipovedenti, non vedenti ecc…) o a quanti vogliono, per qualsiasi motivo, che il computer legga tutto quanto visualizzato sullo schermo.

Queste sono le caratteristiche che rendono unica al mondo questa suite OpenSource:
Browser Internet con interfaccia essenziale, con icone e caratteri molto grandi
Lente di ingrandimento virtuale a schermo
Tastiera virtuale a schermo
Sintesi vocale con possibilità di lettura testi, documenti PDF e pagine Web
Registrazione di quanto viene letto dal sintetizzatore vocale
Lettura dell’intera area dello schermo mediante mouse o tastiera
Ascolto di migliaia di stazioni radio via internet
Gestione della casella di posta elettronica
Possibilità di creare scorciatoie tramite la tastiera

Dock Portable USB, tutto a portata di click

E’ un Lanciatore Windows che mostra tutti i programmi e le altre risorse disponibili in un’unica barra e con un semplice click del mouse. Si può usare sia nel computer che nella chiavetta USB…
Opera di Silvio Affaticati (Ylvo COMPANY), è un’utilità che ci aiuterà ad organizzare al meglio, sia la chiavetta portable (pen-drive) quanto il computer. Dock Portable USB, è il lanciatore gratuito per Windows che permette di riunire, organizzare e lanciare applicazioni, cartelle e collegamenti vari, grazie ad una comoda, elegante e non invasiva barra a scomparsa sullo stile Mac OS, che può essere personalizzato a seconda delle necessità.

OpenOffice 3.x Videoguide CD scaricabili

E’ disponibile il download gratuito del CD con 17 videoguide  su OpenOffice 3.x facile. La ISO è stata realizzata da UIE-Linux, partendo dalle videoguide di Antonio Cantaro dell’IISS Majorana.
Masterizzando la ISO si ottiene un CD auto-avviante, scompattandola nel PC sarà immediatamente utilizzabile.
Presto sarà disponibile anche il CD di Writer (videoscrittura).

Dirette RAI - TV - Radio un click da Ubuntu

Finalmente è possibile vedere molte TV, comprese le dirette RAI.tv, direttamente da Ubuntu con un semplice click del mouse. Possiamo anche registrare le trasmissioni ed ascoltare diverse  radio. Non serve Firefox, utilizzando lo stupendo VLC (media player) e l’applet Ubuntuwin-tv…
E’ disponibile la nuova Versione 0.5 di UbuntuWin TV, con molte ed interessanti, nuove funzionalità. Ben quattro videoguide esplicative mostrano passo-passo, come procedere per avere TV e radio a portata di click. Cliccate qui per trasformare il vostro pc in un centro di registrazione multimedia

Con Antonio Cantaro dell’IISS Majorana unire l’utile al dilettevole è un ViVo piacere.

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SINERGIE GNU-Linux/ARM. Nuova CPU Cortex A9 e adesione a Linux Foundation

addvaslavros | 21 Settembre 2009

Dal sito ufficiale ARM.COM, il 16 settembre 2009 viene annunciato il nuovo Cortex A9 che funziona ad oltre 2Ghz, 40 nanometri, ottimizzato ulteriormente per consumi ridotti e velocità. Con questo processore, dopo essere arrivata al 95% della produzione (diretta o su licenza) dei processori per telefonia mobile, palmari e smartphone, ARM entra a pieno titolo anche nel settore dei processori per informatica personale, in competizione sempre più diretta con Intel e AMD nel combattuto mercato dei netbook, dei mini-PC e dei computers portatili.
Come se non bastasse questa novità, The Linux Foundation ha annunciato l’ingresso di ARM tra le fila dei propri membri.
La coincidenza, è di per sè significativa e per nulla casuale, dimostra che sull’informatica personale si stanno formando nuove alleanze industriali e sinergie che spingono le comunità GNU-Linux  ad impegnarsi sempre più in forze nel nuovo settore del mobile computing. “C’è una transizione che sta avendo luogo ora che muove l’esperienza computing dai PC tradizionali a dispositivi mobile consumer più innovativi” come dichiara Ian Drew, EVP Marketing per ARM, che precisa: “ARM è stato in prima linea per far si che questa transizione avvenisse, e l’adesione a Linux Foundation è un passo naturale verso una computing-experience innovativa per la comunità Linux“.
Il nuovo scenario globale nel comparto dell’informatica è ancora fluido e poco definito. Ma ci sarà certamente un vero scontro fra titani, che conoscerà la sua massima intensità nel 2010. Arma “letale” dell’alleanza GNU-Linux/ARM è una nuova categoria di mini-PC già battezzata col termine “smartbook“. Si tratta di dispositivi a basso costo e ridotto impatto energetico, con caratteristiche di reale innovazione produttiva e commerciale: poco calore e assenza di ventole, basso consumo elettrico per 10 ore di autonomia, peso e design minimali, video ad alta definizione con accelerazione 2D e 3D, connessione permanente a Internet via 3G e WiFi. Ma non solo, alcuni potrebbero anche integrare un navigatore GPS, o la TV mobile (DVB-H e ISDB-T). Il sistema operativo Linux proporrà un’interfaccia definita “smartphone-like”. In sintesi, sono ultra-portatili, personalizzabili, ecologici e facili da usare, con prezzo ipotizzabile sotto i 250 Euro.

Della partita ovviamente saranno anche Google, col suo nuovo sistema operativo Chrome OS e Canonical, che da mesi ha annunciato una versione di Ubuntu progettata per il supporto di ARM. Ma questa è un’altra storia …
Come già scritto in questo blog, si avvicina il tempo in cui tutti potranno avere in borsa un dispositivo “powerful enough” ultraleggero da 11,6′ sempre acceso con Linux e connesso al Web. O in cui, con semplicità ed economia, si potrà collegare un piccolo mini-PC che consuma meno di 5 W al televisore LCD di casa per cambiare spettacolo ogni sera fra TV digitale terrestre, satellitare, Internet, giochi in Cloud Computing, applicazioni Web 3.0 e streaming video. Oppure …

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GESTIONE ELETTRONICA DOCUMENTALE _ Formazione e informazione sull’informatica giuridica

addvaslavros | 13 Settembre 2009

L’ITA, il primario operatore della formazione professionale, organizza il convegno “NOVITA’ IN TEMA DI CICLO DI VITA DEL DOCUMENTO INFORMATICO: FORMAZIONE, TRASMISSIONE, CONSERVAZIONE“,  che si tiene a Roma, il 22 e 23 Settembre 2009 presso l’ Hotel Majestic in cui è possibile avere un quadro completo di tutte le prescrizioni e novità normative in materia di documento informatico e gestione elettronica dei documenti con particolare riferimento a (sottotitolo del convegno) :
NUOVE REGOLE TECNICHE SULLE FIRME DIGITALI (DPCM 30/3/2009)
POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA OBBLIGATORIA (DPCM 6/5/2009)
DECRETO ANTI-CRISI (D.L. 78/2009, CONVERTITO IN LEGGE 2/2009).

Partitamente, le tematiche toccate dall’autorevole panel di relatori vengono sviluppate seguendo il filo delle seguenti relazioni:
- Posta elettronica certificata e trasmissione del documento informatico
- Documento informatico e firme elettroniche
- La conservazione informatica dei documenti
- Il documento informatico a fini tributari
- Il documento informatico nel processo civile telematico
- Accessibilità del documento informatico
- La gestione informatica del protocollo e dei flussi documentali
- Tutela della privacy

Un’altra fonte preziosa per avere costante informazione sulla complessa materia è tuttora il sito dell’ANORC, l’Associazione Nazionale per Operatori e Responsabili della Conservazione Digitale, già segnalata da questo sito ( v. precedente post dell’1.3.2009 ) e da tempo risorsa stabile nel nostro blogroll. Qui, un aggiornamento critico sulla situazione normativa dei sistemi di gestione elettronica dei documenti lo fornisce da par suo Andrea Lisi in, Sodoma e i sette peccati normativi in materia di digitalizzazione documentale .
Significativamente, Lisi introduce l’argomento con una dura, quanto condivisibile critica: “Il nostro legislatore (o chi si è spacciato per lui in quest’ultimo periodo a colpi di fiducia) sembra ossessionato da una sorta di disturbo ossessivo-compulsivo: abbiamo, infatti, assistito impotenti in questi mesi ad un’autentica orgia di leggi e regolamenti in materia di PEC, firma digitale, dematerializzazione, conservazione sostitutiva e fatturazione elettronica! “. Lo scadimento della qualità a vantaggio della (confusionaria) quantità caratterizza molte delle ultime norme di legge, e ciò purtroppo tocca pesantemente anche le materie dell’informatica giuridica. Un motivo in più per seguire intensamente anche questa branca del diritto che può avere un ruolo determinante nella vita di aziende e persone, nonchè nello sviluppo del Paese.

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Canonical, Xandros, Novell adottano Moblin _ Ancora sulla superiorità di ARM

addvaslavros | 27 Luglio 2009

Sembra che le prossime distribuzioni prodotte da Canonical (Ubuntu), Xandros e Novel (*SUSE) per il mercato Netbook saranno basate su un’unica comune piattaforma che di recente ha attirato molta attenzione, compresa la mia: Moblin 2. Questa notizia, assieme al fatto che Moblin è già basato su Fedora, rende non improbabile nè approssimativo pensare che il panorama di Linux - in cui da sempre c’è eccessiva frammentazione - possa trovare sui mini-PC una base unificante in Moblin.
Gli sviluppatori di Moblin hanno fatto un ottimo lavoro per quanto riguarda velocità di boot, compatibilità hardware, consumi, e disegno e riconcettualizzazione dell’interfaccia utente. La cosa più interessante, dopo il passaggio di consegne da Intel alla Linux Foundation, è che oltre ad agire da piattaforma mobile per tutte le distro, sarà portata ad altre architetture, su tutte quella dei processori ARM, espressamente considerata da Torvalds come la sfida allo status quo più interessante del futuro.
Sul profilo hardware questo significa tanto: no ventole, peso e design ultraslim, video full HD accelerazione 2D e 3D, 10+ ore di autonomia, connettività completa e totale always on, potenza computazionale fra qualche mese maggiore ad atom, ad un prezzo molto ridotto.

Sotto questi aspetti, dalla rassegna informatica Computex 2009 tenuta in giugno a Taipei, l’Intel Atom ne esce piuttosto malconcio. Nei netbook e nettop non regge il confronto con Nvidia ION (+Atom cpu), nei nuovi smartbooks non è all’altezza dei processori ARM, e anche nei MID (Mobile Intenet Device) è lo stesso per quanto manifestato da Nvidia Tegra (”computers-on-a-chips” +ARM cpu - nell’immagine). Invidia ION non ha futuro perchè Intel monopolista non permette la competizione dei prezzi. Però con ARM cambia completamente musica … niente limitazioni imposte da Intel e Microsoft, campo libero per Linux e tutta l’informatica libera.

Nessuno può negare che ARM è un’alternativa verde, economica ed etica, in breve: tecnologicamente superiore. Le argomentazioni oggettive di questa superiorità si ritrovano in questo recentissimo “ARM vs Intel: I cut the power!” di AppuntiDigitali.it, che con riferimento alla famiglia x86 di cui Atom fa parte, spiega che l’architettura x86 “si porterebbe dietro anni di pezze che fagocitano potenza (consumata)” mentre per ARM “… lo schema della codifica delle istruzioni è estremamente semplice e abbastanza lineare. La dimensione utilizzata per gli opcode è sempre di 32 bit, per cui eseguitone il fetch il processore ha già tutto ciò che gli serve“. Il vantaggio termico, di consumo elettrico dell’ARM ripetto all’Atom di Intel si riflette anche sul piano industriale e dei relativi costi. Atom a causa della complessità che la piattaforma x86 si porta dietro, è stato realizzato con 47 milioni di transistor, invece ARM è fatto di 36mila (non milioni, ma migliaia) di transistor, arrivando con tutte le implementazioni accessorie a poche centinaia di migliaia di transistor.
Per ora ARM è supportata solo da Microsfot Windows CE su Nvidia Tegra (oltre ai sistemi embedded), ma proprio questo apre sterminate praterie libere ad un’alleanza ARM-Linux - per primo Ubuntu, come comunicato ufficialmente da Canonical e da pochi giorni Slack con ARMedslack. Un’identica strada su cui non corre solo Moblin, ma anche Jolicloud, Android e Google Chrome OS. Ergo, la partita Linux la vince da sempre sui server, ma ora la situazione è così fluida che c’è tanto spazio sui mini-PC e gli ultraportatili, dove Linux e ARM hanno le potenzialità per dimostrare a tutti la loro superiorità tecnologica e commerciale.
Se sarà così, tutti potranno avere in borsa un portatile “powerful enough” ultraleggero da 11,6″ sempre acceso con linux. O con semplicità ed economia collegare un piccolo pc server che consuma meno di 5 W alla televisione LCD di casa per cambiare spettacolo ogni sera fra TV digitale terrestre, satellitare, Internet, Cloud Computing, Web 3.0 e streaming video. Oppure …

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