Spreaker: la social web radio per tutti
argentarius | 26 Febbraio 2010l fenomeno dei Social Network è in espansione esponenziale, al punto che ora anche Google è scesa in campo, per contrastare l’impetuosa ascesa di facebook, con il suo Buzz proprio in questi giorni.
Ma mancava un servizio di social netservice, che sfruttando le enormi potenzialità dei servizi web 2.0, aprisse anche un canale di audio streaming live o podcast.
Spreaker.com è il nuovo servizio di social web radio che apre l’era della social web radio, nato da un iniziativa imprenditoriale tutta italiana a Bologna, che con una semplice registrazione gratuita al suo sito web, consente a chiunque di realizzare dei contenuti in voce oppure in musica e voce, da diffondere sul web come una vera web radio.
La registrazione richiede solo l’inserimento nel form di un indirizzo email valido, oltre naturalmente a una username e a una password, nel campo del nome abbiamo inserito il nome di battesimo, ma è possibile anche l’uso di un nick o del nome di una Community.
All’arrivo nella propria casella email del link da cliccare per confermare, si accede al servizio su
http://www.spreaker.com/
Il proprio “show” è possibile trasmetterlo sul web in diretta, oppure in podcast registrato, con tanto di effetti audio di transizione, jingles, commenti in voce, utilizzando una console che riproduce una “deejay console” virtuale, con una playlist di brani per cui Spreaker ha già pagato i diritti, oppure volendo mp3 di produzione autonoma dell’utente, in musica e/o voce col microfono del proprio pc.
Si realizzano con spreaker: audio blog, newscasts, contenuti entertainment, talk radio, dirette di eventi in diretta oppure registrati, con pianificazione del giorno e dell’ora di trasmissione.
Questa è la “Deejay console” di Spreaker, nel monitor 1 il controllo del microfono, per inserire contenuti in voce, i monitor 2 e 3 servono a inserire le tracce audio, che vengono scelte dalla playlist 4, sotto cui c’è una selezione di effetti audio, la Sound FX, da inserire come transizione fra una traccia audio e l’altra. Al centro della console ci sono i cursori per sfumare e mixare le tracce audio. Sotto i cursori lo strumento Recorder registra l’insieme delle tracce, degli effetti audio e dei jingle creando uno “show” in web radio, segnalato in trasmissione dall’ “accensione” del segnalatore ON AIR.
Gli utenti di Spreaker possono sul sito interagire fra loro, condividere i propri show anche su facebook e con un pò di fantasia anche sul proprio sito web, al proposito sarebbe auspicabile a breve la possibilità di creare direttamente su Spreaker, in stile YouTube, degli script con cui realizzare box-player da inglobare nel codice delle paginme web, già è comunque utilizzabile un link ai propri show Spreaker. Ne abbiamo realizzato uno basato su musica progressive e rock, è:
“progressive & rock show”
Spreaker apre la strada per il social networking in audio streaming, per condividere i propri conteniti in uno spazio di web radio democracy, che mancava. In un momento come l’attuale di spazi per la diffusione del libero pensiero, sempre più a rischio, per una sorta di omologazione monopolistica dei media, questa nuova social web radio apre scenari interessanti e innovativi di comunicazione.
C’era bisogno di Spreaker e Spreaker ora c’è!




Ma il fenomeno più interessante di questa informazione nuova e libera è quello dei “netizen” acronimo inglese che designa il crescente successo delle internet citizen tv, nuove reti televisive locali che trasmettono sul media meno controllato che c’è: internet, e che fanno informazione di prossimità, sul territorio. UGC (User Generated Content) si moltiplicano e aumentano i cittadini che sperimentano l’informazione “dal basso” fatta con mezzi propri, spontanea, vitale, fresca, libera, aggiornata. Un esempio dell’attrezzatura necessaria per la creazione e mantenimento di centri attrezzati per la creazione, edizione e post-produzione di “Social Video” e “Citizen Journalism” sul tema della democrazia e libertà nei media è il 



Come ha fatto ARM a raggiungere tali prestazioni? Si potrebbe dire che è stato una correzione del carente A8, ma sarebbe ingeneroso. Un’analisi più benevola mostra che A9 ha effettivamente una “pipeline” più breve dell’A8, di solito l’antitesi di alta efficienza e velocità. Ma il set di istruzioni di A8 operava in modo volutamente rallentato per permettere l’attuazione di operazioni specifiche. E’ anche normale che ci sia voluto un certo tempo per sviluppare il primo nucleo di processore superscalare mai realizzato in ARM . Ora che la società e i suoi licenziatari hanno l’esperienza di questo nucleo ARM superscalare, potrebbero mettere a punto i path logici, crearsi un certo margine, aggiornare il core, e proseguire nello sviluppo di versioni più veloci e potenti.









